Professione
29 Novembre 2022 Una manovra economica che non soddisfa medici, veterinari e dirigenti sanitari: penalizzati servizi, personale, pronto soccorso e contratti di lavoro.

Più risorse per bollette, vaccini e farmaci anti Covid, nulla per servizi e personale: le organizzazioni sindacali dei medici, veterinari e dirigenti sanitari sono preoccupate per la manovra economica 2023 e il 15 dicembre alle ore 14,00 si danno appuntamento a Roma, in piazza SS Apostoli.
Preoccupa anche il fatto che pure la promessa indennità di Pronto Soccorso viene rinviata al 2024. Deludente anche il fronte contrattualistico: niente per il Contratto di lavoro 2019-2021, che prevede incrementi pari a un terzo del tasso inflattivo attuale, e nessun finanziamento per quello 2022-2024. Il personale è allo stremo: condizioni di lavoro insopportabili, portano a fughe di massa dei professionisti, e alimentano l’insoddisfazione e lo scontento di chi non fugge. Organici all’osso, ma pare che la situazione non sia stata colta dal Ministro della Salute e dal Governo. L’Intersindacale, quindi, avanza le sue richieste: servono investimenti per le retribuzioni e per le assunzioni, perché la carenza di specialisti non può essere colmata dalle cooperative dei medici a gettone, pagati per lo stesso lavoro il triplo dei dipendenti e gratificati di una flat tax che porta a livelli intollerabili anche il differenziale contributivo. L’auspicio è che dopo le parole arrivino fatti concreti. Tuttavia, si legge nella dichiarazione sindacale congiunta, ad oggi “nemmeno una convocazione da parte del Ministro, o un accenno, benché richiesto più volte e in più tempi. Non una sola parola sul rinnovo di un contratto di lavoro che impolvera nelle stanze del MEF candidato ormai a gestire anche la salute”. Pertanto, se non interverrà novità alcuna non resta che scendere in piazza. “Da troppo tempo si sta seminando vento. Nessuno si meravigli se si raccoglie tempesta. La sanità pubblica si fermerà ore, giorni, settimane per non fermarsi per sempre”.
L’intersindacale protesta contro:
L’Intersindacale chiede alla legge di bilancio 2023 che:
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