Professione
20 Settembre 2022 Per facilitare il processo di problem solving potrebbe essere proficuo adottare un approccio multifasico.

Nella pratica quotidiana, a ogni professionista è frequentemente richiesto di trovare una soluzione ai problemi contingenti. Diventa perciò fondamentale che durante la formazione accademica gli studenti di veterinaria sviluppino adeguate capacità di problem solving per far fronte con competenza agli imprevisti che si troveranno ad affrontare. Come evidenziato da Amanda Nichole Carr, Roy Neville Kirkwood, Kiro Risto Petrovsky in una recente pubblicazione, per gli studenti di medicina veterinaria, le tecniche di risoluzione dei problemi sono simili a quelle del processo decisionale e sono parte integrante del ragionamento clinico. La risoluzione dei problemi richiede che lo studente veterinario organizzi le informazioni in modo logico per consentire l'applicazione di conoscenze precedenti (o di nuova acquisizione) per arrivare a una soluzione. I ricercatori suggeriscono un protocollo declinato su 5 fasi: dalla definizione dell'elenco dei problemi, alla creazione di una sequenza temporale associata; dalla descrizione del sistema (anatomico) coinvolto o del principio fisiopatologico applicabile, alla proposizione della gestione del caso; fino all’identificazione delle sue peculiarità. Durante le attività di problem solving, l'istruttore dovrebbe assumere il ruolo di facilitatore piuttosto che di insegnante. Le abilità utilizzate per facilitare la risoluzione dei problemi da parte degli studenti includono coaching, rinforzo differenziale, feedback efficace, modellazione e "pensare ad alta voce". Un feedback efficace deve informare gli studenti dei loro progressi e delle loro prestazioni, poiché questo è fondamentale per l'apprendimento continuo e la motivazione per avere successo.
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