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06 Ottobre 2026

Veterinari britannici, cosa cambia con la riforma della CMA

Tetto ai costi di prescrizione, listini pubblici, preventivi scritti e ricette su richiesta: le scadenze per i grandi gruppi e le strutture indipendenti, con il RCVS a vigilare

di Redazione Vet33


Veterinari britannici, cosa cambia con la riforma della CMA

Le strutture veterinarie del Regno Unito hanno circa un anno per cambiare il modo in cui comunicano prezzi, prescrizioni e assetti proprietari. Il 22 settembre la Competition and Markets Authority (CMA), l'autorità britannica per la concorrenza e la tutela dei consumatori, ha reso vincolanti i rimedi emersi dall'indagine sul mercato dei servizi veterinari per gli animali da compagnia. Gli obblighi entreranno in vigore a scaglioni fino a settembre 2027. La verifica del rispetto delle nuove regole spetterà al Royal College of Veterinary Surgeons (RCVS).

Cosa ha deciso la CMA sul mercato veterinario britannico

Il provvedimento si compone di due atti pubblicati insieme. Il primo è il Veterinary Services Market Investigation Order 2026. Il secondo sono i Veterinary Services Market Investigation Royal College of Veterinary Surgeons Undertakings 2026, cioè gli impegni assunti dall'ordine professionale. Entrambi trasformano in obblighi di legge le conclusioni dell'indagine di mercato. Secondo la CMA, l'obiettivo è eliminare gli ostacoli alla concorrenza e rendere il servizio più trasparente per i proprietari di pet.

La sintesi del rapporto finale è di 34 pagine e descrive un mercato con problemi diffusi e rilevanti. Oltre il 60% delle strutture veterinarie britanniche appartiene, in tutto o in parte, a sei grandi gruppi veterinari. Tra gennaio 2023 e luglio 2024, cinque di questi gruppi hanno applicato prezzi medi più alti rispetto alle strutture indipendenti. L'autorità segnala inoltre che i gruppi non hanno fornito prove convincenti di un legame tra gli aumenti di prezzo e gli investimenti in qualità, nonostante la CMA lo avesse richiesto esplicitamente.

Quanto costerà una prescrizione veterinaria nel Regno Unito

La misura più concreta per la pratica clinica è il tetto ai diritti di prescrizione. Il massimo è 21,40 sterline per il primo medicinale e 12,70 sterline per ogni medicinale aggiuntivo prescritto nella stessa visita.

Cambiano anche le regole sulla ricetta. Le strutture dovranno informare il pubblico che il proprietario ha diritto a una prescrizione scritta e rilasciarla su richiesta. Il proprietario potrà anche chiedere di riceverla in formato digitale entro 48 ore. Chi prescrive un farmaco generico dovrà spiegare a voce al proprietario cosa sta prescrivendo e se il prodotto di marca si può acquistare presso terzi. Se il generico viene dispensato in struttura, l'etichetta e la fattura dovranno riportare anche il nome del prodotto di marca. Ogni struttura dovrà infine esporre un volantino informativo sulle opzioni per le terapie di lungo periodo.

Quali obblighi di trasparenza per le cliniche veterinarie

Il primo gruppo di obblighi riguarda le informazioni sulla struttura. Andranno pubblicati le qualifiche professionali del personale veterinario stabile, l'indirizzo del sito web e gli orari di apertura. Ogni struttura dovrà avere un listino completo di servizi, prodotti, trattamenti e procedure, più un listino separato per gli antiparassitari.

I piani di cura in abbonamento dovranno essere descritti nel dettaglio. Andranno indicati le prestazioni e i prodotti inclusi, quante volte si può usare ciascuno senza costi aggiuntivi, il prezzo mensile e annuale e le condizioni di recesso. Anche le opzioni di cremazione dovranno essere presentate con i relativi prezzi.

In una fase successiva arriveranno altri obblighi. Le fatture dovranno essere dettagliate voce per voce. Per i trattamenti sopra le 500 sterline servirà un preventivo scritto. Le strutture dovranno anche dichiarare se appartengono a un gruppo o sono indipendenti. Dovranno istituire una procedura interna per i reclami, con un registro, e indicare un organismo di risoluzione alternativa delle controversie a cui i proprietari possono rivolgersi.

Entro quando le strutture devono adeguarsi: il calendario

Le scadenze dipendono dalle dimensioni dell'operatore. Le realtà con 15 o più strutture devono pubblicare informazioni, listini, dettagli sui piani di cura e opzioni di cremazione entro dicembre. Le realtà più piccole hanno tempo fino a marzo 2027. Sempre entro marzo vanno resi pubblici gli assetti proprietari e va attivata la gestione dei reclami.

La terza fase scade a giugno 2027 per i grandi operatori e a settembre 2027 per i piccoli. Comprende l'invio dei dati al RCVS per la piattaforma Find a Vet, le fatture dettagliate, i preventivi scritti, gli obblighi sulle prescrizioni e quelli sui farmaci generici.

Che ruolo avrà il Royal College of Veterinary Surgeons

Finora il RCVS regolava i singoli veterinari e infermieri veterinari, ma non aveva poteri sulle società. Con la riforma dovrà sostenere l'attuazione dei nuovi obblighi e controllare che le strutture li rispettino. Questo nuovo ruolo sarà finanziato da un contributo a carico delle attività veterinarie. Il RCVS dovrà anche raccogliere, analizzare e pubblicare ogni anno i dati sui reclami nel settore.

Il presidente del RCVS, Tim Hutchinson, ha accolto con favore molti dei rimedi e il nuovo ruolo di vigilanza. Ha però ricordato che diverse strutture avevano già adottato una parte delle misure previste. Il College intende esaminare nel dettaglio i testi definitivi e collaborare con la CMA e con le imprese veterinarie, così che gli obblighi siano “chiari e semplici da attuare e monitorare”.

Come ha reagito la professione

Durante l'indagine, la British Veterinary Association (BVA) aveva espresso diverse preoccupazioni. Temeva un aggravio amministrativo, un rischio di frodi sulle ricette, una riduzione del tempo clinico, difficoltà nel presentare le opzioni al proprietario durante la visita e la mancanza delle infrastrutture necessarie.

Dopo la pubblicazione dei testi definitivi, l'associazione ha espresso un giudizio più positivo. La BVA ricorda che l'indagine è durata due anni e mezzo e si riserva di analizzarne i dettagli. Sostiene però che, grazie al proprio intervento, il pacchetto finale di rimedi sia più proporzionato, applicabile ed equo sia per i veterinari sia per i proprietari.

CITATI: TIM HUTCHINSON
TAG: CMA, RCVS, REGNO UNITO, SERVIZI VETERINARI

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