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31 Luglio 2026

Campobasso, l’Ordine veterinario si apre ai territori

L’Ordine dei Medici Veterinari di Campobasso lancia “Aprire l’Ordine ai territori”, un percorso di dialogo con allevatori, pastori e comunità locali che si traduce in un appello per la prevenzione veterinaria e in una proposta di gestione partecipata del Parco Nazionale del Matese

di Redazione Vet33


Campobasso, l’Ordine veterinario si apre ai territori

Un Ordine professionale che si limita alla gestione burocratica dell’Albo rischia di perdere il contatto con chi vive quotidianamente gli effetti delle proprie scelte. È questa la premessa da cui parte l’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Campobasso, che ha avviato un percorso di ascolto e confronto con allevatori, pastori, agricoltori, piccoli produttori, amministratori e forze dell’ordine, racchiuso nel documento “Aprire l’Ordine ai territori”. L’iniziativa ha trovato il suo momento di sintesi nelle giornate dedicate al centenario della nascita di Luigino Bellani, figura di riferimento della veterinaria pubblica italiana, da cui sono nati due documenti programmatici.

Un percorso costruito nel tempo 

Il progetto nasce dal lavoro dell’intero Consiglio dell’Ordine, dalla disponibilità di colleghi con competenze specifiche e dal coinvolgimento progressivo dei giovani consiglieri, chiamati a partecipare non solo come uditori ma come parte attiva del percorso. L’idea di fondo è che un Ordine, in quanto ente pubblico, abbia il compito di spiegare il valore della prevenzione e dei controlli veterinari, affiancando alle assemblee istituzionali momenti di confronto aperti a cittadini, allevatori, apicoltori e rappresentanti delle istituzioni, senza per questo sostituirsi alle competenze degli enti titolari delle decisioni.

L’Appello per una nuova prevenzione veterinaria territoriale

Ispirato al pensiero di Luigino Bellani, il primo documento è un Appello articolato in dieci punti, che propone di ripensare il ruolo della sanità pubblica veterinaria di fronte alle attuali sfide epidemiologiche, ambientali e sociali. La logica non è quella di introdurre nuovi adempimenti burocratici, ma di promuovere un cambiamento culturale nell’approccio alla prevenzione.

La proposta di gestione partecipata del Parco del Matese

Il secondo documento riguarda una proposta di collaborazione con il Parco Nazionale del Matese, fatta propria dal presidente del Parco, Andrea Boggia. Il punto di partenza è che il patrimonio naturalistico dell’area non è nato con l’istituzione del Parco, ma si è conservato grazie al lavoro secolare di pastori, allevatori e comunità locali. La proposta, che guarda ai modelli europei più avanzati di paesaggio agro-pastorale, punta a integrare la tutela ambientale con la permanenza delle attività umane e agro-silvo-pastorali, anziché fondare la conservazione solo su vincoli e divieti. All’interno di questo percorso potranno svilupparsi ulteriori strumenti, tra cui la Carta di Roccamandolfi, l’evoluzione della Festa del Pastore e gli Stati Generali dell’Ambiente e del Matese.

Il ruolo dei giovani veterinari nel progetto

Un elemento distintivo dell’iniziativa riguarda il coinvolgimento dei giovani medici veterinari, chiamati non solo a formarsi ma a conoscere direttamente i territori, ascoltare i lavoratori, elaborare proposte concrete e assumersi responsabilità operative. Un passaggio che l’Ordine descrive come la trasformazione delle idee sul futuro della professione in progetti di lavoro reali.

Un metodo aperto, non un modello definitivo

L’Ordine di Campobasso presenta l’esperienza senza rivendicarne l’infallibilità, ma come un metodo di lavoro verificabile nel tempo: mettersi in gioco, spiegare le scelte, rendere conto dei risultati ed essere pronti a correggere la rotta quando necessario, con l’obiettivo dichiarato di servire al meglio la salute pubblica e le comunità locali.

CITATI: ANDREA BOGGIA, LUIGINO BELLANI
TAG: MEDICI VETERINARI, ORDINE DEI MEDICI VETERINARI DI CAMPOBASSO, PARCO NAZIONALE DEL MATESE, PREVENZIONE

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