Professione
08 Giugno 2026Al 4 giugno 2026 le donne sono il 52,28% degli iscritti agli Ordini veterinari italiani: 18.725 su 35.820. Ma solo 18 Ordini provinciali su 100 hanno una presidente donna e nel Comitato Centrale Fnovi le donne sono 2 su 15

La medicina veterinaria italiana è ufficialmente a maggioranza femminile: al 4 giugno 2026 le donne iscritte agli Ordini sono 18.725 su 35.820 totali, pari al 52,28%, con un margine di 1.630 unità sugli uomini. Un primato numerico che non si traduce ancora in rappresentanza nei luoghi decisionali: solo 18 Ordini provinciali su 100 hanno una presidente donna, e nel Comitato Centrale della Fnovi le donne sono 2 su 15 componenti.
Il divario tra presenza numerica e rappresentanza apicale è netto. Le donne costituiscono la maggioranza assoluta della categoria, ma nei ruoli di presidenza degli Ordini provinciali la loro quota si ferma al 18%. Nel massimo organo collegiale della categoria, il Comitato Centrale Fnovi, la proporzione è ancora più sbilanciata: 2 donne su 15 componenti, pari al 13,3%.
Il divario non è attribuibile a una carenza di competenze. Fnovi identifica tre fattori strutturali: le difficoltà di conciliazione con la libera professione, i carichi familiari e le crescenti aggressioni e campagne d’odio online che colpiscono in misura sproporzionata le professioniste. Un quadro che ricalca quello del sistema sanitario nel suo complesso.
Per tradurre la presenza numerica in rappresentanza reale, il sistema ordinistico ha indicato un piano di azioni concrete: mappatura stabile di genere, sostegno alla leadership femminile, applicazione del principio “No Woman, No Panel” negli eventi e nelle commissioni, e tutela del welfare professionale.
TAG: FNOVI, MEDICI VETERINARI DONNA, MEDICINA VETERINARIA, PARITà DI GENERE, PRESIDENTESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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