Professione
19 Giugno 2025Dopo la chiusura del contratto 2022-2024 degli infermieri, Grasselli sollecita il Governo e le Regioni ad aprire la negoziazione per il triennio successivo, denunciando immobilismo e disuguaglianze retributive

Con il CCNL 2022-2024 della dirigenza sanitaria ancora in attesa di approvazione, il Presidente della Federazione Veterinari, Medici e Dirigenti Sanitari (Fvm), Aldo Grasselli, ha lanciato un appello per accelerare i tempi della contrattazione. Grasselli denuncia l’immobilismo burocratico che rallenta il rinnovo contrattuale per circa 130.000 professionisti del Sistema Sanitario Nazionale, sottolineando l’urgenza di valorizzare il personale sanitario con risorse adeguate e una visione strategica.
“Il Ccnl del triennio 2022-2024 che riguarda circa 130.000 tra medici, veterinari, farmacisti, biologi e dirigenti sanitari ha atteso leggi di bilancio, altri contratti, elezioni di rappresentanza di altri comparti, referendum e lentezze burocratiche bizantine”. Così dichiara il Presidente FVM Aldo Grasselli.
“Ora che si è chiuso il contratto 2022-2024 degli infermieri è indispensabile che le parti datoriali emanino il lungamente soppesato e trattenuto atto di indirizzo che prelude l'apertura della contrattazione della dirigenza”
“Se il Ministro Zangrillo vuole più efficienza nella PA è suo compito stringere i tempi per ciò che compete al suo ministero e ai suoi organismi negoziali. Il contratto di lavoro 2025/2027 dovrebbe essere già all’ordine del giorno mentre stiamo ancora aspettando di trattare quello del triennio precedente. Non sono queste le condizioni ideali per favorire l’identificazione dei sanitari con le ‘aziende’ del Servizio sanitario nazionale” prosegue.
“Resta nelle mani del Governo la possibilità di disinnescare la bomba a orologeria che impedisce di ridurre le diseguaglianze retributive, alcune generate anche dall’ultima legge di bilancio sulla dirigenza sanitaria, e valorizzare il lavoro in sanità”.
“Anche il tetto sul salario accessorio – come il tetto alla spesa per il personale (assunzioni) che è stato abolito per una parte dei dipendenti della pubblica amministrazione – resta, iniquo, per tutti i dirigenti sanitari”.
“Data la pochezza delle risorse residue da distribuire sul 2022/24, una scelta storica di questo Governo, motivata anche dalle recenti preoccupazioni sulla tenuta del personale del SSN manifestata dalle Regioni, dovrebbe essere la immediata chiusura del CCNL 2022-2024 e l’apertura del CCNL 2025-2027 le cui modeste risorse sono già a bilancio”.
“La sanità pubblica ha bisogno di ossigeno! Il Governo e le Regioni non soffochino per immobilismo e mancanza di visione il personale che professionalmente la realizza!” conclude Grasselli.
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