Alert sanitari
05 Giugno 2025Il Ministero della Salute ha diffuso aggiornamenti per la gestione di casi sospetti di rabbia in cani e gatti, con linee guida per veterinari e autorità sanitarie. Nessun rischio attuale da carnivori selvatici, ma attenzione ai contesti specifici

La Direzione Generale della Sanità Animale ha diffuso nuove indicazioni per la gestione dei casi sospetti di rabbia in cani e gatti. Pur in assenza di circolazione del virus sul territorio nazionale, il Ministero della Salute sottolinea l’importanza di adottare protocolli chiari per i sospetti clinici o di esposizione. Le linee guida includono criteri anamnestici e clinici, misure da attuare in caso di fondato sospetto e alberi decisionali per la valutazione dei rischi.
Il Ministero della Salute ha inviato una nota con le indicazioni operative per la gestione dei casi sospetti di rabbia in cani e gatti sul territorio nazionale.
“In caso di animali morsicati da animali selvatici – scrive il Ministero – il sospetto di esposizione deve essere ritenuto fondato in considerazione della situazione epidemiologica dell’area. Allo stato attuale, in assenza di circolazione su tutto il territorio italiano e nelle aree confinanti, si ritiene nullo il rischio di trasmissione di RABV da carnivori selvatici. Tale rischio potrà essere tuttavia rivalutato in caso di cambiamento della situazione epidemiologica.
Nel caso di animali morsicati da carnivori domestici non rintracciabili, la valutazione della fondatezza del sospetto di esposizione nel soggetto morsicato rimane in ultima analisi responsabilità del veterinario ufficiale in funzione del contesto (es. gravità delle ferite, contesto in cui è avvenuto l’episodio, e altro)”.
Il Ministero fornisce le indicazioni operative, l’Albero decisionale per affrontare il sospetto di rabbia e l’Albero decisionale per il sospetto di esposizione a rabbia.
Le indicazioni operative, in particolare, descrivono:
1. Gli elementi anamnestici e clinici in cani e gatti morsicatori o venuti a morte; in cani e gatti o altri carnivori domestici morsicati e/o aggrediti;
2. Criteri per ritenere fondato un sospetto clinico di rabbia sulla base delle condizioni anamnestiche e cliniche;
3. Misure da attuare in caso di fondato sospetto clinico di rabbia;
4. Criteri per far decadere il sospetto;
5. Definizione di un caso clinico di rabbia.
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