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27 Marzo 2025

Formazione specialistica, Anmvi in Senato su scuole, ospedali e infermiere veterinario

In audizione al Senato, l’Anmvi si è pronunciata sui disegni di legge Zaffini e Cantù, sostenendo le scuole di specializzazione, segnalando criticità per gli ospedali veterinari e opponendosi alla figura dell’infermiere veterinario

di Redazione Vet33


Formazione specialistica, Anmvi in Senato su scuole, ospedali e infermiere veterinario

L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi), rappresentata dalla Vicepresidente Daniela Boltrini, ha partecipato all’audizione delle Commissioni riunite 7ª e 10ª del Senato, esprimendo pareri favorevoli e critici sui disegni di legge Zaffini e Cantù relativi alla formazione specialistica veterinaria. L’Associazione ha sostenuto le scuole di specializzazione, evidenziato problemi strutturali per gli ospedali veterinari didattici, ma ha respinto l’introduzione della figura dell’infermiere veterinario, così come ha fatto nella stessa giornata anche il SIVeMP.
 

L’audizione di Anmvi

Daniela Boltrini, Vicepresidente Anmvi, è intervenuta in audizione presso Palazzo Carpegna in merito ai Disegni di legge n. 1364 e 1380, entrambi relativi alla Formazione specialistica dei medici e firmati rispettivamente dai Senatori FrancescoZaffini e Maria Cristina Cantù.

I due articolati trattano di formazione specialistica in area veterinaria, con alcune proposte da delegare al Governo riguardo agli ospedali didattici veterinari universitari e alla figura dell’infermiere veterinario.

Le scuole di specializzazione e gli ospedali didattici veterinari 

L’obiettivo dei due Disegni di legge è una complessiva attualizzazione della formazione specialistica in funzione del ruolo attribuito al Medico Veterinario – pubblico e privato – dalla legislazione europea più recente. Attraverso la collaborazione delle strutture universitarie con le strutture veterinarie pubbliche, l’intero settore pubblico risulterebbe rafforzato in termini di qualità della formazione teorico-pratica, di consolidamento delle vocazioni e delle carriere e di ricambio generazionale. 

Anmvi valuta quindi favorevolmente l’obiettivo di istituzionalizzare il tirocinio/tutoraggio degli specializzandi nei luoghi della sanità pubblica veterinaria – Aziende Sanitarie Locali, stabilimenti di macellazione, IIZZSS – sul modello dello “specializzando in corsia” che caratterizza la formazione specialistica in medicina.
L’associazione condivide l’intento del Legislatore di un “allineamento della condizione degli specializzandi veterinari a quelli medici, sia in relazione ai criteri di determinazione del numero di posti disponibili nelle scuole sulla base della rilevazione triennale del fabbisogno, sia in termini di trattamento economico”.

Anmvi concorda anche con il proposito di una “evoluzione dei sistemi organizzativi” che valorizzi gli ospedali veterinari didattici universitari nel Ssn, una forma d’integrazione che porterebbe i Dicasteri dell’Università e della Salute a una maggiore collaborazione interistituzionale, per migliorare la programmazione del fabbisogno numerico di medici veterinari non solo nelle aree di sanità pubblica veterinaria. 
Tuttavia, l’Associazione fa notare alcune criticità: gli ospedali didattici veterinari sono attualmente inadeguati agli scopi prefigurati, in assenza di un assetto regolatorio omogeneo che ne armonizzi i requisiti organizzativi, gestionali e di risorse umane, necessari per garantire l’erogazione dei Lea; inoltre, un eventuale ruolo didattico per gli specializzandi, prima di diventare strutturale, richiederebbe una valutazione approfondita sull’attuale assetto degli ospedali.

Contrarietà alla figura dell’infermiere veterinario: c’è il Tecnico

Sulla figura dell’infermiere veterinario e sul relativo percorso formativo, l’Anmvi ha espresso “ferma e motivata contrarietà”.
“In Italia – sottolinea l’Associazione – non esistono profili equivalenti a quello del Medico Veterinario, unico professionista sanitario abilitato dallo Stato in quanto esercente una professione vigilata dal Ministero della Salute”. “Riteniamo – ha affermato Boltrini – che questo assetto debba essere non solo mantenuto, ma anche preservato dai rischi di esercizio abusivo in danno alla fede pubblica”.

Diversa, invece, è l’esigenza di supportare il Medico Veterinario con funzioni ausiliarie e mansioni tecnico-gestionali di supporto all’esercizio. Un’esigenza che deriva dallo sviluppo della medicina veterinaria, sia scientifico che tecnologico-organizzativo, che ha innalzato il livello di complessità e di eccellenza delle cure veterinarie, specialmente in ambito clinico-medico. 

“Questa esigenza – ha continuato la Vicepresidente – viene adeguatamente soddisfatta dal profilo del Tecnico Veterinario, giuridicamente inquadrabile nell’alveo delle professioni non regolamentate di cui alla legge n.4/2013, della corrispondente Norma UNI, nonché del CCNL degli studi professionali siglato da Confprofessioni”.
“Non si ravvisa quindi l’opportunità di istituire ulteriori corsi di laurea né per creare profili tecnici analoghi al Tecnico Veterinario anzidetto né per creare profili sanitari che confliggerebbero con l’ordinamento veterinario”, conclude Boltrini.

CITATI: DANIELA BOLTRINI, FRANCESCO ZAFFINI, MARIA CRISTINA CANTù
TAG: ANMVI, SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE, SENATO, SPECIALIZZAZIONI

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