Professione
09 Febbraio 2024È stata sottoscritta l’ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale della specialistica convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale per il triennio 2019-2021. Previsti adeguamenti per integrare gli specialisti nel PNR, più tutele al lavoro femminile e sostegno agli incarichi a tempo pieno

Mercoledì 07 febbraio si è svolto un incontro tra l’Agenzia per la contrattazione regionale (SISAC) e le organizzazioni sindacali della Specialistica Ambulatoriale, Veterinaria e delle altre Professionalità Sanitarie (Biologi, Chimici, Psicologi). Al termine, le parti hanno sottoscritto un’ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale relativa al triennio 2019-2021. Si tratta del primo testo negoziale del settore della specialistica convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale che giunge a conclusione di trattativa. L’Accordo contiene adeguamenti per integrare gli specialisti nelle strutture in fase di realizzazione con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), tutele al lavoro femminile e sostegno per gli incarichi a tempo pieno.
L’Accordo
In particolare, la disciplina negoziale acquisisce, con questo Accordo, adeguamenti finalizzati all’integrazione degli specialisti nelle strutture in fase di realizzazione con il PNRR, presentato dal Governo alla Unione Europea nell’ambito del Programma Next Generation EU (NGEU) ed in linea con quanto previsto anche dal DM 77/2022 per lo sviluppo dell’assistenza territoriale del SSN: Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali.
Le Aziende sanitarie e gli altri Enti del SSN, il cui personale è interessato dal nuovo ACN, trovano in questo atto negoziale una declinazione del ruolo del medico e del professionista convenzionato, maggiormente orientata ad un’assistenza sempre più basata su un modello organizzativo multidisciplinare.
Con i medici di medicina generale, lo specialista partecipa alla gestione delle patologie croniche ed alla attività di assistenza domiciliare integrata e nelle strutture residenziali.
In tale ottica sono esplicitati anche i riferimenti all’utilizzo della telemedicina, attraverso la quale condividere con gli altri operatori sanitari coinvolti e con il Distretto la programmazione dei percorsi di assistenza e di presa in carico dei pazienti (in particolare cronici).
Si adeguano ed estendono alcune garanzie di tutela del lavoro femminile.
L’ipotesi di ACN sottoscritta consente alla categoria di affrontare le nuove sfide prospettate con uno strumento contrattuale aggiornato e dinamico, nonché coerente con l’attuale quadro di programmazione sanitaria.
Inoltre, ancora una volta, viene data centralità alla razionalizzazione delle procedure di accesso agli incarichi. Si confermano i percorsi avviati nei previgenti Accordi di sostegno e investimento per incarichi affidati ed assunti a tempo pieno presso un’unica Azienda.
Con la firma, infine, si erogano le risorse economiche del triennio 2019-2021 messe a disposizione dalle leggi di bilancio e che a regime garantiscono un incremento pari al 3,78% agli oltre 17.000 operatori di settore che complessivamente erogano 23 milioni di ore annue al servizio della collettività.
“La firma dell’Accordo Nazionale per la specialistica ambulatoriale presso la Sisac per il triennio 2019-2021 è un altro importante riconoscimento per le professionalità del nostro Servizio Sanitario Nazionale” ha dichiarato il Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità, Marco Alparone. “È un accordo che riguarda oltre 17mila professionisti che operano nella medicina convenzionata, raggiunto in un contesto non semplice, che richiede politiche idonee a creare un sistema sanitario più integrato ed efficiente per rispondere meglio alla riforma della medicina del territorio”.
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