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06 Novembre 2026

Decreto Fentanyl, FAQ in arrivo per le strutture veterinarie

Dopo l’incontro del 4 novembre con il Ministero della Salute arriveranno FAQ per le strutture veterinarie. Per ANMVI non basta: il decreto va corretto e la scadenza del 24 dicembre prorogata


Decreto Fentanyl, FAQ in arrivo per le strutture veterinarie

Il Ministero della Salute pubblicherà una serie di FAQ dedicate alle strutture veterinarie per chiarire come applicare il decreto Fentanyl. È l’esito della riunione tecnica del 4 novembre, convocata su iniziativa dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) con gli uffici ministeriali competenti. Le risposte dovrebbero sfruttare ogni margine di semplificazione consentito dal testo in vigore. Per l’Associazione resta però aperto il nodo di fondo: un decreto pensato per la sanità umana, con scadenze ritenute insostenibili, richiede un intervento correttivo del legislatore.

Cosa è emerso dall’incontro tra ANMVI e Ministero della Salute

Al tavolo del 4 novembre l’ANMVI ha incontrato l’Ufficio 7 della Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco e l’Ufficio 4 Medicinali Veterinari del Ministero della Salute. Al centro c’erano le difficoltà operative che il Decreto del 15 settembre 2026 pone alle 8.664 strutture veterinarie autorizzate in Italia.

Il Ministero ha scelto le FAQ anziché una circolare. Lo strumento ha il vantaggio di poter essere aggiornato in modo continuo, man mano che l’attuazione procede e arrivano eventuali chiarimenti normativi. Le domande e risposte saranno calibrate sulle strutture veterinarie e terranno conto dei quesiti ricorrenti raccolti da ANMVI tra i colleghi. Recepiranno anche le osservazioni che l’Associazione ha trasmesso agli uffici dopo la riunione.

Le linee guida ANMVI e la procedura aziendale dell’articolo 3

Secondo quanto riferito dall’Associazione, gli uffici ministeriali hanno giudicato idonee le linee guida attuative elaborate da ANMVI. La loro diffusione è stata però rinviata. L’Associazione le metterà a disposizione dei medici veterinari solo dopo la pubblicazione delle FAQ, così da integrarle con i chiarimenti ufficiali. Una volta aggiornate, le linee guida potranno aiutare le strutture a soddisfare uno degli obblighi centrali del decreto. Si tratta della “procedura aziendale” prevista dall’articolo 3.

Perché ANMVI chiede di modificare il decreto

Per ANMVI il percorso tecnico non basta. L’Associazione individua due criticità che solo il legislatore può risolvere.

La prima riguarda l’impianto stesso del provvedimento. Il decreto è stato scritto per il settore umano e, secondo l’Associazione, non si adatta direttamente alla realtà veterinaria. La professione viene equiparata alle altre professioni sanitarie e alle strutture pubbliche senza che ne siano riconosciute le specificità. La seconda riguarda i tempi. Il termine di adeguamento del 24 dicembre 2026 è giudicato da ANMVI irrealistico.

Proroga, sanzioni e agevolazioni: le richieste dell’Associazione

ANMVI porta avanti il confronto con gli uffici per orientare un’applicazione semplificata del testo vigente. In parallelo lavora sul piano politico con quattro obiettivi.

Il primo è ottenere modifiche sostanziali al decreto. Il secondo è una proroga dei termini di adeguamento. Il terzo è la sospensione delle sanzioni, che l’Associazione considera sproporzionate e incoerenti sul piano giuridico rispetto alle strutture veterinarie. Il quarto è l’introduzione di agevolazioni economiche o fiscali per i costi che ricadono sulle strutture private.

Nella lettura di ANMVI, il dialogo tecnico con il Ministero può preparare il terreno a una revisione legislativa del provvedimento per il settore veterinario. A questo si aggiunge un’azione di sensibilizzazione verso media e opinione pubblica. L’obiettivo è richiamare l’attenzione sulle ricadute del decreto su prestazioni essenziali per i pazienti animali, come chirurgia, urgenze e terapia del dolore.

Cosa devono fare ora le strutture veterinarie

Il punto di partenza, ricorda l’Associazione, è che il decreto è pienamente in vigore. Le modifiche e le proroghe richieste, al momento, non esistono. ANMVI raccomanda quindi una lettura attenta del testo e, senza entrare nelle scelte di spesa delle singole strutture, segnala alcuni aspetti da valutare.

Il primo riguarda la videosorveglianza. Dove sono presenti lavoratori, l’installazione richiede un’autorizzazione dell’autorità competente ai sensi dello Statuto dei lavoratori e della normativa sulla protezione dei dati personali. I tempi di rilascio potrebbero non essere compatibili con la scadenza del 24 dicembre.

Restano poi da chiarire i requisiti delle aree di custodia, che secondo l’Associazione potrebbero essere interpretate come armadi dotati di cassaforte. Su questo si attendono le FAQ. Anche i tempi di consegna di casseforti, armadi e altri adeguamenti strutturali potrebbero superare il termine. In questo caso, osserva ANMVI, potrebbe essere utile poter dimostrare l’avvio dell’adeguamento attraverso i documenti d’acquisto.

Infine, manca ancora un chiarimento sulla nozione di “confezioni” e sulla loro quantificazione. Il punto è decisivo per capire quali strutture restino escluse dall’ambito di applicazione. Secondo i dati citati da ANMVI, 7.058 strutture risultano classificate come ambulatori o studi.

Cosa prevede il DM 15 settembre 2026

Il decreto del Ministero della Salute del 15 settembre 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre ed è in vigore dal giorno successivo. Introduce misure più stringenti di sicurezza, tracciabilità e gestione per i medicinali a base di fentanyl e per gli altri stupefacenti e psicotropi delle sezioni A, B e C della Tabella dei medicinali del DPR 309/1990.

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