Animali selvatici
21 Settembre 2026La Giunta regionale della Valle d’Aosta ha approvato in via definitiva il piano di controllo del lupo, che prevede monitoraggio, misure di dissuasione e, come ultima opzione, abbattimenti mirati secondo i criteri ISPRA. Nella regione vivono almeno 12 branchi e due coppie di esemplari

La Valle d’Aosta potrà ora attuare le misure per il controllo del lupo, che prevedono attività di monitoraggio, misure di dissuasione e, come ultima opzione, abbattimenti di esemplari, secondo i criteri definiti dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Lo prevede il Piano di controllo del lupo, approvato in via definitiva dalla Giunta regionale, dopo il parere favorevole dello stesso ISPRA e della Consulta Faunistica Regionale.
Secondo i dati rilevati tra il 2024 e il 2025, in Valle d’Aosta vivono almeno 12 branchi e due coppie di lupi, con contatti e scambi di popolazioni con Francia, Svizzera e Piemonte. Questi numeri hanno portato a un incremento delle interazioni con le attività antropiche, in particolare delle predazioni sul bestiame domestico allevato al pascolo, nonché a una maggiore frequenza di avvistamenti in prossimità dei centri abitati, determinando preoccupazione nella popolazione e situazioni di conflittualità sociale.
L’obiettivo del documento è tutelare l’incolumità pubblica e prevenire i danni gravi alle attività zootecniche, nei casi in cui sia comprovata l’inefficacia delle misure preventive. Le linee generali restano comunque quelle della tutela, come previsto dalla legge: “L’obiettivo gestionale generale deve essere quello di mantenere soddisfacente questa condizione di conservazione, obbligo che rimane anche con il declassamento della specie, da particolarmente protetto a protetto”, spiega l’amministrazione regionale.
“L’approvazione del Piano rappresenta un passaggio importante per dotare la Regione di uno strumento operativo chiaro e fondato su criteri tecnici, volto a garantire la sicurezza delle persone e degli animali da affezione, nonché la tranquillità di residenti e turisti, oltre a tutelare le attività zootecniche”, spiega l’assessora regionale all’Agricoltura e alle Risorse Naturali, Speranza Girod. L’obiettivo, aggiunge, è “intervenire in modo proporzionato e responsabile, attraverso misure preventive e prevedendo interventi mirati esclusivamente nei casi contemplati dalla normativa”.
Più tiepida la reazione degli allevatori. “L’approvazione di questo Piano è per noi un passo avanti”, spiega Davide Ronc, presidente dell’AREV, l’Associazione Regionale degli Allevatori Valdostani, “se non altro perché vi è la consapevolezza che il lupo è diventato un problema, per gli allevatori e non solo”. L’AREV, insieme ad altre associazioni di categoria, è stata coinvolta nella stesura del Piano. “Abbiamo avuto alcuni incontri”, conferma Ronc, “non sarà sicuramente questo piano a risolvere la questione, ma è un inizio".
CITATI: DAVIDE RONC, SPERANZA GIRODSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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