Professione
05 Giugno 2026La Commissione europea ha deferito la Francia alla Corte di giustizia Ue per le norme che impongono la maggioranza veterinaria nelle società e la presenza a tempo parziale in ogni stabilimento, ritenute incompatibili con la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi

La Commissione europea ha deferito la Francia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per il mancato rispetto delle norme in materia di libertà di stabilimento e libera circolazione dei servizi. Nel mirino le norme nazionali che impongono che la maggioranza delle azioni delle aziende veterinarie sia detenuta da medici veterinari praticanti all'interno dell'azienda e che gli azionisti veterinari siano presenti in ogni stabilimento almeno a tempo parziale. La procedura era stata avviata con una lettera di costituzione in mora nell'aprile 2024, seguita da un parere motivato nel giugno 2025.
Il diritto francese impone due requisiti che la Commissione ritiene incompatibili con gli articoli 49 e 56 del TFUE (trattato sul funzionamento dell'Unione europea) e con la Direttiva su servizi (2006/123/CE).
Il primo: la maggioranza delle azioni delle aziende veterinarie deve essere detenuta da veterinari che esercitano la professione all'interno dell'azienda stessa.
Il secondo: gli azionisti veterinari devono essere presenti fisicamente in ogni stabilimento di proprietà della società almeno a tempo parziale.
L'effetto combinato di questi due requisiti limita il numero di stabilimenti gestibili da un singolo veterinario o da un'azienda veterinaria e vincola le modalità organizzative del lavoro professionale. La Francia impedisce inoltre ai veterinari stabiliti in altri Stati membri di prestare servizi temporanei e occasionali sul territorio francese, ostacolando la libera prestazione dei servizi transfrontalieri.
La Commissione aveva avviato la procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora nell'aprile 2024, seguita nel giugno 2025 da un parere motivato. Ritenendo insufficienti gli sforzi delle autorità francesi, la Commissione ha ora deferito il caso alla Corte di giustizia ai sensi dell'articolo 258 TFUE.
Gli Stati membri possono imporre requisiti per proteggere la salute pubblica o prevenire le frodi, ma tali misure devono rispettare il principio di proporzionalità e non eccedere quanto necessario per conseguire tali obiettivi. La Commissione ritiene che le norme francesi creino ostacoli ingiustificati allo stabilimento dei professionisti veterinari e alla libera prestazione dei servizi, senza che tali restrizioni siano giustificate da motivi imperativi di interesse generale proporzionati agli obiettivi dichiarati.
TAG: AZIONARIATO, COMMISSIONE EUROPEA, CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA, FRANCIA, LIBERTà DI STABILIMENTO, SOCIETà VETERINARIESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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