Arbovirosi
29 Aprile 2026Il Ministero della Salute ha emesso una nota per il rafforzamento della sorveglianza arbovirosi in vista della stagione vettoriale: il Piano Nazionale 2020-25 è prorogato al 31 dicembre 2026. Otto obiettivi operativi con approccio One Health

Il 28 aprile 2026, a pochi giorni dall’inizio della stagione vettoriale, il Ministero della Salute ha emesso una nota con l’obiettivo di rafforzare la risposta nazionale alle arbovirosi, prorogando il Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025 al 31 dicembre 2026. La strategia si articola in otto obiettivi operativi con approccio One Health: sorveglianza epidemiologica e virologica rafforzata per West Nile, Dengue, Chikungunya, Zika e Usutu; notifica tempestiva ai Servizi Veterinari delle ASL come condizione necessaria per attivare le disinfestazioni; monitoraggio delle zanzare invasive ai punti di ingresso; e tra le novità più rilevanti, le cliniche veterinarie, i maneggi e le aree sportive come canali di sensibilizzazione della popolazione, accanto a medici e farmacie. L’estate si preannuncia critica: al 31 marzo sono stati registrati 113 casi di Dengue, 700 di West Nile e 49 decessi nel 2025.
La nota ministeriale 0001510-28/04/2026-DGEME-MDS-P, firmata da tre sottoscrittori, non si limita a prorogare il Piano Nazionale Arbovirosi 2020-2025 al 31 dicembre 2026, come già deliberato dalla Conferenza Stato-Regioni il 18 dicembre 2025, ma introduce obiettivi operativi specifici per superare le criticità emerse nelle stagioni precedenti. Il riferimento agli eventi di trasmissione locale verificatisi in Italia nelle ultime stagioni vettoriali è esplicito, così come il richiamo alla situazione epidemiologica internazionale e all’aumento dei flussi di viaggiatori da zone endemiche.
Obiettivo 1A: Rafforzare la sorveglianza dei casi umani di arbovirosi trasmesse da Aedes spp. (Dengue, Chikungunya, Zika) in termini di tempestività e completezza dei flussi informativi.
Obiettivo 1B: Rafforzare la sorveglianza dei casi umani di West Nile Disease e infezione da Usutu virus.
Obiettivo 2: Garantire la diagnosi virologica tempestiva sui casi sospetti di Chikungunya, Dengue, Zika, WND e Usutu virus.
Obiettivo 3: Assicurare la segnalazione tempestiva ai sistemi di sorveglianza delle positività per arbovirus.
Obiettivo 4: Informare e sensibilizzare la popolazione sul rischio arbovirosi, incentivando le buone pratiche per limitare la proliferazione dei vettori.
Obiettivo 5: Rafforzare il monitoraggio regionale sulle attività di contrasto ai vettori.
Obiettivo 6: Rafforzare la formazione degli operatori dei diversi settori sulle arbovirosi del PNA.
Obiettivo 7: Sorvegliare l’introduzione di nuove specie di zanzare invasive ai punti di ingresso (Point of Entry, PoE).
Obiettivo 8: Rafforzare la sorveglianza delle arbovirosi trasmesse da zecche (TBE e infezione da Toscana virus) anche in relazione al rischio legato agli animali zootecnici positivi al TBEV.
La nota ministeriale assegna ai Servizi Veterinari delle ASL un ruolo centrale e articolato su due livelli.
● Operativo: la tempestività della notifica ai Servizi Veterinari è identificata come condizione necessaria per attivare le indagini entomologiche e gli interventi di controllo del vettore. Senza una notifica rapida, la finestra per agire efficacemente si chiude.
● Informativo: le cliniche veterinarie, insieme a maneggi e aree sportive, diventano canali ufficiali di sensibilizzazione della popolazione, accanto a medici e farmacie. Le campagne di informazione devono includere non solo l’uso di repellenti, ma anche l’eliminazione dei focolai larvali privati e la consapevolezza per chi viaggia in zone endemiche.
Una novità operativa è l’introduzione dello strumento dell’audit (Allegato 5 della nota). Le Regioni sono chiamate a verificare l’efficacia degli interventi comunali di disinfestazione e la corretta gestione dei flussi informativi da parte delle ASL, uno strumento di accountability che trasforma le direttive nazionali in obblighi verificabili.
La nota richiama con forza un aspetto spesso sottovalutato nel dibattito pubblico: il rischio di trasmissione degli arbovirus attraverso trasfusioni di emocomponenti e trapianti di organi, cellule e tessuti. La sorveglianza tempestiva delle positività animali, in particolare per West Nile negli equidi e nell’avifauna, è la condizione per attivare le misure di prevenzione nella catena delle donazioni prima che il virus raggiunga i donatori umani.
TAG: ARBOVIROSI, CHIKUNGUNYA, DENGUE, ONE HEALTH, PIANO NAZIONALE ARBOVIROSI, PNA 2020-2025, TBE, TOSCANA VIRUS, VIRUS WEST NILESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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