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07 Aprile 2026

Peste dei piccoli ruminanti, rischio introduzione in Italia e misure di prevenzione

Una circolare del Ministero della Salute ai Servizi veterinari dettaglia i controlli su animali importati, con particolare attenzione ai mattatoi e alle visite ante mortem per intercettare precocemente i casi sospetti

di Redazione Vet33


Peste dei piccoli ruminanti, rischio introduzione in Italia e misure di prevenzione

La Peste dei piccoli ruminanti (Ppr) rappresenta una minaccia concreta anche per l’Italia, dove il principale rischio di introduzione è legato all’ingresso di animali infetti dall’estero. Una circolare della Direzione generale della Salute animale rafforza le misure di sorveglianza e prevenzione, con particolare attenzione ai controlli nei mattatoi e alle verifiche cliniche sugli animali provenienti da Paesi a rischio. L’analisi è stata richiesta al Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche degli animali (Cesme) e al Centro di Referenza Nazionale per l'Epidemiologia Veterinaria (Covepi) dal direttore generale Giovanni Filippini.

Il rischio di introduzione: il ruolo degli scambi commerciali

L’analisi epidemiologica condotta dal Cesme e dal Covepi evidenzia come la principale via di ingresso della Ppr in Italia sia rappresentata dall’introduzione di animali infetti.

Le caratteristiche del virus sono, in particolare, la scarsa resistenza nell’ambiente esterno e il limitato ruolo dei fomiti nella trasmissione a lunga distanza, che rendono meno rilevanti altre vie di diffusione indiretta.

Dai dati relativi agli anni 2024-2025 emerge che la maggior parte degli ovi-caprini importati è destinata ai mattatoi nazionali. Tra i Paesi con focolai attivi figurano Ungheria e Romania, da cui sono stati introdotti capi anche in Italia.

Mattatoi come punti chiave di sorveglianza

Gli stabilimenti di macellazione assumono quindi un ruolo strategico come osservatori epidemiologici. In questi contesti è fondamentale intercettare tempestivamente eventuali segni clinici, prevenire la diffusione dell’infezione e attivare rapidamente le misure di contenimento. La circolare sottolinea la necessità di rafforzare i controlli soprattutto sulle partite provenienti da Paesi a rischio.

L’importanza delle visite ante mortem

Uno dei punti centrali delle misure preventive riguarda le visite ante mortem, che devono essere eseguite con particolare attenzione. I Servizi veterinari sono chiamati a individuare sintomi compatibili con la Ppr, rilevare eventuali mortalità anomale ed estendere i controlli anche agli animali introdotti negli allevamenti italiani. L’obiettivo è intercettare precocemente ogni possibile segnale di infezione.

Procedure in caso di sospetto

In presenza di segni clinici sospetti o mortalità anomala, la circolare prevede l’attivazione immediata di misure restrittive: 
● sequestro della partita di animali
● sequestro dei mezzi di trasporto
● prelievo di campioni biologici per analisi di laboratorio.

I campioni da raccogliere includono tamponi nasali, sangue in EDTA e organi interni (in caso di animali morti), come polmone e linfonodi. Tutti i campioni devono essere inviati al Cesme per la conferma diagnostica.

Una minaccia ad alta priorità sanitaria

La Ppr è una malattia altamente contagiosa, caratterizzata da rapida diffusione, elevata morbilità e mortalità e un impatto significativo sulla produzione zootecnica. Per queste ragioni, le autorità sanitarie la considerano una priorità strategica, che richiede sorveglianza attiva, diagnosi precoce e risposta rapida e coordinata.

La circolare ribadisce la necessità di un approccio integrato basato su collaborazione tra servizi veterinari territoriali, controllo degli scambi commerciali e sensibilizzazione degli operatori del settore.

L’obiettivo è prevenire l’ingresso della malattia nel territorio nazionale e garantire la tutela della sanità animale e della filiera zootecnica.

CITATI: GIOVANNI FILIPPINI
TAG: CESME, COVEPI, MATTATOI, PESTE DEI PICCOLI RUMINANTI, SERVIZI VETERINARI

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