Gatti
08 Gennaio 2026Il governo olandese introduce nuove norme sul possesso di gatti: vietate le razze feline selezionate per caratteristiche fisiche estreme, considerate dannose per la salute e il benessere degli animali. Previste sanzioni economiche per chi non rispetta la legge

Dal 1° gennaio 2026 nei Paesi Bassi è illegale possedere gatti Scottish Fold e Sphynx, due razze molto diffuse e amate a livello internazionale ma considerate dal governo olandese “portatrici di sofferenza” a causa delle selezioni genetiche che ne determinano le caratteristiche fisiche peculiari. L’annuncio, accompagnato da una forte presa di posizione politica e scientifica, rientra in una più ampia strategia nazionale per la tutela del benessere animale. Per chi non rispetterà il divieto sono previste sanzioni economiche.
La nuova normativa olandese punta a contrastare la selezione di razze brachimorfe, prive di pelo o con mutazioni condrodisplasiche, considerate ad alto rischio per la salute.
Nel caso dello Scottish Fold, la caratteristica piega delle orecchie è legata a una mutazione genetica (osteocondrodisplasia) che coinvolge anche cartilagini e articolazioni, predisponendo l’animale a importanti problemi osteoarticolari e dolore cronico.
Lo Sphynx, privo di mantello, è invece associato a vulnerabilità cutanee, termoregolazione alterata e altre criticità cliniche. Questi gatti sono più facilmente soggetti a infezioni poiché la mancanza di peli nelle orecchie facilita l’ingresso della sporcizia, così come a un maggiore rischio di tumori della pelle.
Per il governo olandese si tratta di tratti “non estetici, ma patologici”.
Secondo le disposizioni annunciate, che non sono retroattive:
● sarà vietato possedere, allevare e commerciare Scottish Fold e Sphynx;
● il divieto riguarda sia gli esemplari di nuova acquisizione sia le attività di riproduzione;
● sono previste multe per i trasgressori;
● ulteriori restrizioni potrebbero estendersi in futuro ad altre razze considerate “estreme”.
Le autorità sottolineano che la norma non è contro i proprietari, ma contro un modello di allevamento basato sull’estetica a scapito della salute animale.
La decisione olandese riapre una riflessione molto attuale anche per il mondo veterinario europeo: dove si colloca il confine tra selezione di razza e tutela del benessere? Negli ultimi anni diverse associazioni scientifiche hanno segnalato il rischio legato alle razze estreme, non solo tra i gatti ma anche nei cani brachicefali, sempre più richiesti dal mercato ma spesso soggetti a sindromi respiratorie, oculari e articolari.
Per i medici veterinari questa scelta rappresenta un riconoscimento del valore scientifico delle evidenze cliniche ma allo stesso tempo si presenta come una sfida sul piano della comunicazione con i proprietari, spesso attratti da caratteristiche estetiche senza conoscerne le conseguenze. Quello olandese è un possibile precedente per altri Paesi europei, con ricadute sulla pratica clinica e sull’allevamento.
Se da un lato la decisione è stata accolta come una tutela del benessere animale, dall’altro apre inevitabilmente un dibattito sulla regolamentazione, tra responsabilità degli allevatori, libertà di scelta dei proprietari e ruolo delle istituzioni nella gestione delle razze. Quel che è certo è che il tema delle razze “create per piacere, ma destinate a soffrire” sarà sempre più centrale, e il contributo della professione veterinaria sarà determinante nel guidare un cambiamento culturale basato sulla salute prima che sull’estetica.
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