Login con

Normative

03 Dicembre 2025

Allevamenti di animali da pelliccia, la Polonia dice stop: il maggior produttore Ue approva il divieto totale

Varsavia diventa il 18° Paese europeo a vietare gli allevamenti da pelliccia: chiusura entro il 2034, incentivi per chi smette subito e attesa per il bando dell’Unione europea

di Redazione Vet33


Allevamenti di animali da pelliccia, la Polonia dice stop: il maggior produttore Ue approva il divieto totale

La Polonia mette fine all’allevamento di animali per la produzione di pelliccia, diventando il diciottesimo Stato dell’Unione europea a introdurre un divieto completo. Con la firma del presidente Karol Nawrocki, Varsavia abbandona un settore che ogni anno coinvolgeva circa 3 milioni di visoni, volpi, cani procione e cincillà, segnando un cambio di rotta epocale per il maggiore produttore europeo e secondo al mondo dopo la Cina. La chiusura progressiva dei circa 200 allevamenti dovrà concludersi entro il 2034, mentre Bruxelles si prepara a esprimersi entro marzo 2026 sulla possibilità di un bando valido in tutta l’Ue.

Un divieto storico: cosa prevede la nuova legge polacca

Il divieto era stato approvato al Sejm (la Camera bassa del Parlamento polacco) e al Senato un mese fa, con un accordo trasversale. La sua introduzione arriva a poche settimane dal parere scientifico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), che ha concluso che la sofferenza animale negli allevamenti destinati alla produzione di pellicce è sistemica e che confinare gli animali per tutta la vita in gabbie metalliche non può soddisfare i loro bisogni fondamentali di benessere.
Il divieto polacco entrerà in vigore 14 giorni dopo la pubblicazione nella legislazione; da quel momento non potranno essere aperti nuovi allevamenti destinati alla produzione di pellicce. I 200 attualmente operativi avranno tempo fino a gennaio 2034 per chiudere, anche se si prevede che molti cesseranno l’attività prima di tale data, grazie ai risarcimenti offerti a chi chiuderà nei primi cinque anni dall’entrata in vigore del divieto. Quanto prima gli allevatori chiederanno il risarcimento e chiuderanno gli allevamenti, tanto maggiore sarà l’importo che verrà loro corrisposto.

Il peso del settore in Polonia

In Polonia ogni anno vengono allevati circa 3 milioni di visoni, volpi, cani procione e cincillà per la loro pelliccia. Il Paese è il maggior produttore di pellicce in Europa e il secondo al mondo dopo la Cina.
Il divieto introdotto isola ulteriormente i pochi Stati membri che ancora consentono l’allevamento di animali per la produzione di pelliccia, in particolare Finlandia, Danimarca, Spagna, Ungheria e Grecia. In questi Paesi dell’Ue, più di 6 milioni di animali vengono allevati per le loro pellicce in quasi 1.200 allevamenti. La pratica è ora totalmente o parzialmente vietata in 24 Stati membri, tra cui la Romania (divieto introdotto nel 2024) e la Lituania (2023).

Impatto ambientale e rischi zoonotici: un settore insostenibile

L’allevamento di animali per la produzione di pellicce comporta il rischio di trasmissione di malattie zoonotiche. I visoni di quasi 500 allevamenti in 13 Paesi dell’Europa e del Nordamerica sono risultati positivi al COVID-19, e milioni di animali sono stati abbattuti per motivi di salute pubblica. Finora, l’influenza aviaria ad alta patogenicità A(H5N1) è stata identificata in 72 allevamenti per la produzione di pellicce in Europa. Circa 500.000 visoni, volpi artiche, volpi rosse, cani procione e zibellini sono stati abbattuti per motivi di salute pubblica.
I dati, inoltre, dimostrano che l’impronta carbonica di 1kg di pelliccia di visone (309,91 kg di CO₂ equivalente) è 31 volte superiore a quella del cotone, 26 volte superiore a quella dell’acrilico e 25 volte superiore a quella del poliestere. Anche le pellicce di cane procione e di volpe hanno un’impronta carbonica elevata: il loro impatto sul clima è circa 23 volte superiore a quello del cotone e 18 volte superiore a quello del poliestere. Rispetto ad altre tipologie di allevamento ad alto impatto ambientale, l’allevamento di animali carnivori è ancora più dannoso.

CITATI: KAROL NAWROCKI
TAG: BENESSERE ANIMALE, CANI PROCIONE, CINCILLà, PELLICCE, POLONIA, VISONI, VOLPI

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Linkedin! Seguici su Facebook!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

23/12/2025

Dal progetto MosAICo un sistema basato su deep learning e computer vision per identificare in tempo reale le specie di zanzare di interesse sanitario, a supporto della prevenzione di West Nile,...

A cura di Redazione Vet33

23/12/2025

È in vigore il Decreto legislativo 183/2025 che sancisce requisiti più stringenti per stabulari e metodi di soppressione. Rafforzati i principi delle 3R nella ricerca scientifica

A cura di Redazione Vet33

23/12/2025

Dalla custodia degli animali confiscati ai combattimenti illegali fino alla conversione degli allevamenti senza gabbie: cosa prevede la Legge di Bilancio e quali ricadute per il settore veterinario

A cura di Redazione Vet33

23/12/2025

Dopo l’allarme lanciato dall’Ordine dei Medici Veterinari ticinesi, la politica chiede chiarezza su titoli, strutture, pubblicità e controlli nel settore veterinario

A cura di Redazione Vet33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Pralinery, una nuova linea di snack a base di carne di suino

Pralinery, una nuova linea di snack a base di carne di suino

A cura di Camon

Nuove competenze manageriali e di comunicazione strategica al servizio della salute animale e della sostenibilità del settore veterinario

A cura di Redazione Vet33

EVENTI

chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022

Top