Avicoltura
15 Novembre 2024La Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto l’intesa sull’obbligo di stampigliatura delle uova: esentati per un anno i piccoli allevamenti e quelli con centri di imballaggio. L’Italia sfrutta così la deroga prevista dal regolamento Ue

Lo schema di decreto del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e Forestale (Masaf) che prevede l’esenzione dall’obbligo di stampigliatura delle uova nel luogo di produzione ha ottenuto il via libera della Conferenza Stato-Regioni il 7 novembre. La norma, in recepimento del regolamento Ue 2023/2464, esenta per la durata di 12 mesi i piccoli allevamenti – meno di 50 galline – e quelli con propri centri di imballaggio, consentendo un adeguamento graduale delle attività. L’Italia esercita così una deroga ammessa dalla stessa normativa europea, che garantisce la tracciabilità anche con la stampigliatura effettuata nei centri di imballaggio.
La disposizione approvata dalla Conferenza Stato Regioni, nel recepire la normativa europea in materia di commercializzazione delle uova, esclude per un anno (fino al 30 novembre 2025) dall’obbligo di timbratura nel luogo di produzione i piccoli allevamenti con meno di 50 galline e gli allevamenti con un proprio centro d’imballaggio. Inoltre, sono esentati, ma solo per un anno al fine di potersi adeguare, gli allevamenti che attualmente cedono tutta la produzione a un centro d’imballaggio.
L’obiettivo del Regolamento Ue è rafforzare la tracciabilità e la sicurezza alimentare. Per questo, la stessa Commissione permette agli Stati membri di esentare dalla stampigliatura sul luogo di produzione “se questa viene effettuata nel primo centro di imballaggio nel quale le uova sono consegnate, purché tale esenzione sia proporzionata e non discriminatoria e non pregiudichi l’obiettivo della tracciabilità delle uova”.
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