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22 Luglio 2026La rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali si è riunita al Ministero della Salute per un primo bilancio del progetto neoVAX, in vista della transizione alle Norme di Buona Fabbricazione europee per i vaccini autogeni veterinari

La rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (II.ZZ.SS.) si è riunita il 30 giugno scorso al Ministero della Salute per tracciare il primo bilancio del progetto neoVAX ed esplorare l'impatto del nuovo quadro normativo europeo sulle Norme di Buona Fabbricazione (NBF) dei vaccini autogeni veterinari. Il progetto, coordinato dalla dottoressa Mariella Goria, responsabile della Struttura Complessa Biotecnologie dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (Izslpv), punta a guidare la transizione della produzione italiana di vaccini autogeni verso i nuovi requisiti europei, superando la normativa del 1994 (DM 287/94) finora in vigore.
I vaccini autogeni, o “su misura”, sono un presidio fondamentale per la medicina veterinaria e le produzioni zootecniche locali. Vengono prodotti a partire da patogeni isolati direttamente negli allevamenti del territorio, offrendo una risposta personalizzata per proteggere gli animali, sostenere le filiere agroalimentari e contrastare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza, in un approccio pienamente riconducibile alla logica One Health.
La produzione di questi vaccini in Italia si è basata a lungo sul DM 287/94. L'imminente entrata in vigore dei requisiti europei sulle Norme di Buona Fabbricazione richiede ora un cambio di passo tecnologico e strutturale: i laboratori dovranno trasformarsi in vere e proprie officine farmaceutiche ad alte prestazioni.
Durante l'evento formativo, il dottor Virgilio Donini e il dottor Eugenio Macrì, della Direzione Generale della Sanità Animale (Dgsa) del Ministero della Salute, hanno illustrato la direzione delle norme europee in itinere e le modalità delle future ispezioni sulle produzioni sterili.
Il dottor Domenico Galante, dell'Izs di Puglia e Basilicata, ha portato l'esperienza concreta dell'Officina Farmaceutica del proprio Istituto, già autorizzata e considerata un modello di riferimento per l'intera rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali.
Nella seconda sessione dell'evento, condotta dal dottor Pierfrancesco Catarci (Dgsa) e dal dottor Pier Luigi Acutis (Izsplv), i responsabili dei sei Work Package del progetto neoVAX hanno presentato lo stato dell'arte e i primi risultati raggiunti.
L'incontro ha rappresentato un momento di dialogo tra il Ministero della Salute e i laboratori di ricerca della rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali. Secondo quanto emerso, i nuovi requisiti europei rappresentano una sfida ambiziosa, che l'Italia ha scelto di affrontare in modo proattivo: l'armonizzazione e la standardizzazione delle procedure sono indicate come strumenti per proteggere la biodiversità, le specificità del territorio e la qualità della zootecnia italiana.
CITATI: DOMENICO GALANTE, EUGENIO MACRì, MARIELLA GORIA, PIER LUIGI ACUTIS, PIERFRANCESCO CATARCI, VIRGILIO DONINISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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