Professione
04 Maggio 2026Francesco Albano ha fondato a Roma l'Osservatorio Permanente Servizi Veterinari, primo organismo indipendente dedicato all'analisi dei dati e dei modelli gestionali della sanità animale in Italia

In Italia ci sono circa 4.000-6.000 tecnici veterinari attivi, pari a circa 16 ogni 100 veterinari. Nel Regno Unito il rapporto è di uno a uno; in Francia e Germania uno ogni due. Secondo l’Osservatorio Permanente Servizi Veterinari (OPSV), appena fondato a Roma, questo divario rappresenta anche una straordinaria opportunità: allinearsi agli standard europei significherebbe portare la rete dei tecnici a oltre 15.000 unità nel medio periodo, con impatti misurabili sull’efficienza delle strutture e sulla qualità delle cure. Il mercato di riferimento vale 1,3 miliardi di euro, cresce del 7% annuo e ha quasi raddoppiato le imprese negli ultimi dieci anni (+90,1% secondo i dati UnionCamere). OPSV nasce per fotografare questo sistema con dati strutturati e ha già condotto la prima mappatura nazionale della figura del tecnico veterinario, definendo il primo “golden standard” italiano per questa professione.
L’Osservatorio Permanente Servizi Veterinari è stato fondato a Roma da Francesco Albano con l’obiettivo di colmare un gap informativo strutturale: il settore veterinario italiano, in rapida evoluzione, non disponeva di un organismo dedicato all’analisi sistematica dei dati e dei modelli gestionali.
“L’osservatorio ha l’ambizione di diventare il punto di riferimento privilegiato per interpretare le dinamiche del sistema veterinario italiano, ponendo una lente d’ingrandimento sulla dimensione organizzativa e, soprattutto, sul valore delle persone che operano nelle strutture”, dichiara Albano, Founder dell’Osservatorio. “Attraverso un monitoraggio costante e un’analisi puntuale del settore, l’OPSV si impegna a fornire dati e strumenti concreti per supportare le decisioni strategiche e migliorare i modelli di gestione”.
Nelle prime attività, OPSV ha operato con il supporto tecnico di ABIVET, ATAV (Associazione Tecnici Ausiliari Veterinari) e AniCura per condurre la prima mappatura nazionale della figura del tecnico veterinario e definire il primo “golden standard” italiano per questa professione.
I dati UnionCamere e InfoCamere fotografano un settore in espansione strutturale: le imprese dedicate alla cura degli animali sono quasi raddoppiate nell’ultimo decennio, con una crescita del +90,1%. Il mercato vale oggi 1,3 miliardi di euro con una crescita media annua del 7%. Le strutture veterinarie private sono oltre 8.400, distribuite su tutto il territorio nazionale.
La mappatura OPSV stima tra 4.000 e 6.000 i tecnici veterinari attivi in Italia, con quasi il 50% concentrato nel Nord. Il rapporto attuale è di circa 16 tecnici ogni 100 veterinari, uno ogni 6-7 medici.
Il confronto europeo è impietoso: nel Regno Unito il rapporto è di 1 tecnico per ogni medico veterinario; in Francia e Germania 1 ogni 2. Secondo le proiezioni OPSV, allinearsi agli standard europei porterebbe la rete dei tecnici veterinari italiani a oltre 15.000 unità nel medio periodo.
I dati sulla formazione rafforzano la rilevanza della figura: su un campione di 519 professionisti analizzati, il 73% trova lavoro entro un mese dalla fine del percorso formativo e il 76% riceve un’offerta direttamente dalla struttura di tirocinio.
Il panorama organizzativo è in trasformazione. Il 98% delle strutture è indipendente, con una presenza capillare sul territorio. Meno del 2% è rappresentato da realtà corporate, che tuttavia generano quasi un quinto del fatturato totale del comparto. I modelli basati sul lavoro in team con forte integrazione di tecnici specializzati mostrano incrementi di produttività e ricavi fino al +36%.
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