Alert sanitari
04 Novembre 2022 La diffusione di malattie virali riemergenti come la peste suina africana potrebbe essere incentivata dagli sconvolgimenti innescati dal cambiamento climatico.

Due evidenze inconfutabili: il cambiamento climatico, assurto ormai a grave emergenza contemporanea, e l’ormai conclamata recrudescenza della PSA, evidentemente riemergente. Un combinato disposto che ha portato ad indagare se vi sia – a livello globale - una possibile associazione tra i due fenomeni. Così i dati di PSA, raccolti nei luoghi focolaio da uno studio di matrice coreana, sono stati campionati e studiati utilizzando il modello Maxent, ricorrendo, come variabili predittive, ai dati bioclimatici di WorldClim. Per tratteggiare scenari futuri in cui fosse visibile l’impatto dei cambiamenti climatici sulla distribuzione di PSA per il 2050 e il 2070, si è fatto ricorso ai Representative Concentration Pathways (RCP). I risultati hanno rivelato che le precipitazioni del mese più secco e la temperatura media annuale erano fattori determinanti e indicavano un maggiore possibilità di diffusione della PSA negli anni a venire. Ne discende, dunque, che la diffusione della peste suina africana è direttamente associata ai cambiamenti climatici, solo i rapporti quantitativi sono diversi. Non esistendo un vaccino in grado di eradicarla, il miglioramento delle misure di biosicurezza è attualmente l'opzione migliore per prevenirla. Pertanto, anche la mitigazione dei cambiamenti climatici, se attuata rigorosamente, può svolgere un ruolo importante nel controllo/attenuazione del rischio di PSA.
Climate Change Influences the Spread of African Swine Fever Virus - https://doi.org/10.3390/vetsci9110606
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