Login con

Alert sanitari

17 Settembre 2026

Virus Shamonda, confermate infezioni in cavallo e alpaca

Il FLI ha rilevato il virus anche in campioni di ovini e caprini. Nel cavallo della Renania-Palatinato osservati disturbi neurologici prima del decesso

di Redazione Vet33


Virus Shamonda, confermate infezioni in cavallo e alpaca

Il virus Shamonda (SHAV), un orthobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu e trasmesso da moscerini ematofagi del genere Culicoides, è stato identificato in nuove specie animali in Europa. Il Friedrich-Loeffler-Institut (FLI), istituto federale tedesco per la salute degli animali, ha confermato un’infezione in un cavallo della Renania-Palatinato e in un alpaca dell’Assia. Il virus è stato inoltre rilevato in campioni di ovini e caprini del Baden-Württemberg raccolti nell’ambito di attività di monitoraggio. La presenza di SHAV era stata inizialmente confermata in bovini nel Sud della Germania, mentre successivi accertamenti hanno evidenziato la circolazione del virus anche in Svizzera e Francia. L’ampliamento delle specie coinvolte rende ora necessario definire con maggiore precisione il suo spettro d’ospite e le possibili manifestazioni cliniche nelle diverse specie.

Che cos’è il virus Shamonda

Il virus Shamonda appartiene agli orthobunyavirus del sierogruppo Simbu, un gruppo che comprende anche il virus Schmallenberg (SBV). Come il virus della Blue Tongue e il virus Schmallenberg, questi virus vengono trasmessi da moscerini ematofagi del genere Culicoides.

Il virus Shamonda era stato isolato per la prima volta in Nigeria negli anni Sessanta, da bovini e Culicoides. Dopo un lungo periodo senza segnalazioni, il virus è ricomparso in Giappone nel 2002 e successivamente, tra il 2015 e il 2016, è stato associato a focolai caratterizzati da malformazioni congenite nei vitelli. In Europa, i recenti casi hanno riguardato bovini in Svizzera, Francia e Germania meridionale, con un primo focolaio segnalato nell’area del Baden-Württemberg.

Quali sono le nuove specie coinvolte

Il FLI ha ora confermato l’infezione in un cavallo della Renania-Palatinato e in un alpaca dell’Assia. Il virus è stato inoltre individuato in campioni di ovini e caprini del Baden-Württemberg, messi a disposizione dell’istituto tedesco nell’ambito di attività di monitoraggio.

I nuovi riscontri si aggiungono ai casi già osservati nei bovini. Gli ospiti più frequentemente associati ai virus del sierogruppo Simbu sono infatti i ruminanti, in particolare bovini, pecore e capre, ma l’identificazione del virus nel cavallo amplia ulteriormente il numero di specie coinvolte. Per il momento restano da definire con maggiore precisione la suscettibilità delle diverse specie e le conseguenze cliniche dell’infezione.

Nel cavallo disturbi neurologici prima del decesso

Particolare attenzione è rivolta al caso del cavallo della Renania-Palatinato. Prima del decesso, l’animale aveva manifestato disturbi a carico del sistema nervoso centrale. L’analisi di un campione di tessuto cerebrale ha evidenziato un’elevata carica virale. Secondo quanto riportato dall’IZSLT sulla base delle informazioni del FLI, questo dato suggerisce una possibile correlazione tra l’infezione da virus Shamonda e il quadro clinico osservato. Saranno tuttavia necessari ulteriori approfondimenti per chiarire il rapporto tra la presenza del virus e i disturbi neurologici.

Il riscontro è di particolare interesse anche alla luce del confronto con il virus Schmallenberg. I due virus appartengono infatti allo stesso sierogruppo, ma al virus Schmallenberg non sono generalmente associati analoghi disturbi neurologici.

Il confronto con il virus Shuni

Le manifestazioni neurologiche osservate nel cavallo richiamano invece un quadro già noto per un altro orthobunyavirus del sierogruppo Simbu, il virus Shuni. Infezioni da virus Shuni con manifestazioni neurologiche sono state infatti descritte in cavalli e bovini. Il dato relativo al cavallo tedesco non permette però di stabilire che il virus Shamonda provochi necessariamente una sintomatologia analoga e saranno necessarie ulteriori analisi per comprendere le caratteristiche cliniche dell’infezione.

Quali sintomi provoca nei bovini

I primi casi europei erano stati individuati in bovini che presentavano febbre e diarrea. Nelle vacche da latte era stato osservato anche un calo, in alcuni casi significativo, della produzione lattea. I segni clinici erano comparsi in numerosi animali a partire da luglio.

Il quadro iniziale era compatibile con un’infezione da virus Schmallenberg, ma i test per SBV e per altri patogeni, tra cui il virus della Blue Tongue e il virus della malattia emorragica epizootica, erano risultati negativi. L’analisi successiva dei campioni mediante PCR Pan-Simbuvirus e il sequenziamento dell’intero genoma avevano permesso di identificare un virus strettamente correlato a Shamonda.

Ancora da chiarire gli effetti sulla riproduzione

Come per altri virus del sierogruppo Simbu, uno degli aspetti di maggiore interesse riguarda la possibile trasmissione dell’infezione al feto durante la gravidanza. In funzione della fase della gravidanza in cui avviene l’infezione, gli orthobunyavirus di questo gruppo possono essere associati ad aborti, natimortalità e malformazioni congenite. Per il virus Shamonda recentemente identificato in Europa non è però ancora possibile stabilire se, e in quale misura, l’infezione durante la gravidanza possa determinare alterazioni fetali. Un aspetto particolarmente rilevante per la sorveglianza degli allevamenti, considerando che precedenti focolai di virus Shamonda sono stati associati a malformazioni congenite nei vitelli.

Rischio maggiore durante la stagione dei Culicoides

La trasmissione del virus è legata all’attività dei moscerini ematofagi del genere Culicoides. In Germania la loro attività raggiunge il picco tra luglio e ottobre, ma può proseguire fino alla fine di novembre in funzione delle condizioni meteorologiche. La stagione favorevole alla circolazione dei vettori rende quindi particolarmente importante la sorveglianza delle specie suscettibili nei mesi di maggiore attività dei Culicoides.

Che cosa resta da chiarire

Il FLI sta proseguendo le indagini sui casi identificati e ulteriori analisi genomiche sui campioni positivi saranno necessarie per definire con maggiore precisione le caratteristiche del virus, la sua classificazione e la sua diffusione nei diversi Paesi europei. Restano da chiarire la sensibilità delle diverse specie animali, le conseguenze cliniche dell’infezione e il possibile coinvolgimento del virus nella patologia riproduttiva.

Sulla base delle conoscenze attuali, i virus del sierogruppo Simbu non sono considerati agenti zoonotici e non comportano un rischio significativo di infezione per l’uomo. Nel caso di nuovi virus, tuttavia, il loro eventuale potenziale zoonotico deve essere valutato e monitorato con l’evolversi delle conoscenze.

TAG: ALPACA, CAVALLO, CULICOIDES, SIEROGRUPPO SIMBU, VIRUS SHAMONDA

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Linkedin! Seguici su Facebook!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

17/09/2026

Il bollettino epidemiologico nazionale veterinario conferma tre nuovi focolai di Lingua blu in Sardegna a settembre: due nel Sassarese, a Mores e Perfugas, con sierotipi 3 e 4, e uno nel sud...

A cura di Redazione Vet33

17/09/2026

In vista della migrazione autunnale degli uccelli, EFSA e Commissione Europea lanciano la campagna #NoBirdFlu, con cinque misure di biosicurezza per allevatori, detentori di pollame da cortile e...

A cura di Redazione Vet33

17/09/2026

Uno studio dell’Università di Trieste e dell’Ogs mostra che il metabarcoding può recuperare informazioni genetiche da campioni di mesozooplancton conservati per anni. Il metodo potrebbe aiutare...

A cura di Redazione Vet33

17/09/2026

La Federazione torna sul Decreto per la gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e chiede correttivi prima dell’adozione definitiva

A cura di Redazione Vet33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Felpreva, una svolta nella parassitologia dei pet

Felpreva, una svolta nella parassitologia dei pet

A cura di Vetoquinol

Zoetis aggiorna Vetscan Imagyst® Striscio Ematico con il rilevamento dei principali emoparassiti, tra cui Babesia, Cytauxzoon e microfilarie, e una classificazione cellulare estesa, confermandosi il...

A cura di Redazione Vet33

EVENTI

chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022

Top