Animali selvatici
27 Agosto 2026La WOAH richiama l’attenzione sull’impatto degli incendi boschivi sulla salute e il benessere animale, sottolineando il ruolo cruciale dei Servizi Veterinari nella prevenzione, gestione dell’emergenza e recupero post-incendio, in un’ottica di resilienza dei sistemi One Health

Nel 2024, gli incendi boschivi hanno bruciato circa 2,6 milioni di ettari del Pantanal, una delle più grandi zone umide tropicali al mondo e uno degli hotspot più ricchi di biodiversità, distruggendo l’habitat di innumerevoli animali selvatici e minacciando la produzione zootecnica e i mezzi di sussistenza rurali. Il Pantanal è solo una delle sfide globali del nostro tempo: negli ultimi anni, incendi di grave entità hanno colpito il Sud Europa, il bacino amazzonico, l’Oceania, parti del Nord America e numerose regioni tropicali, dimostrando che nessuna area del pianeta ne è immune. Nel 2025, si stima che a livello mondiale siano bruciati circa 335 milioni di ettari.
Come evidenziato dal report “State of the World’s Animal Health 2026”, ci troviamo ad affrontare rischi sanitari animali sempre più complessi, guidati dal cambiamento climatico, dalla trasformazione degli ecosistemi e dalla crescente pressione sui Servizi Veterinari. Nel 2026, il fenomeno El Niño-Southern Oscillation (ENSO) sta ulteriormente aggravando siccità e condizioni meteorologiche estreme a livello globale, aumentando il rischio e la gravità degli incendi. Costruire Servizi Veterinari resilienti rappresenta non solo un investimento nella salute animale, ma anche nella capacità di risposta alle emergenze climatiche e ambientali, sempre più frequenti e complesse.
Se le conseguenze degli incendi su persone e ambiente sono ampiamente riconosciute, l’impatto sugli animali riceve spesso minore attenzione. Gli incendi possono causare sofferenza e mortalità diffusa negli animali, interrompere la produzione zootecnica, distruggere habitat e biodiversità, e compromettere i mezzi di sussistenza delle comunità rurali. Possono ridefinire a lungo termine le interazioni tra fauna selvatica, animali da allevamento e persone. La fauna selvatica sfollata, inoltre, può spostarsi verso aree agricole e insediamenti umani, il bestiame viene spesso trasferito tra regioni diverse, e gli ecosistemi danneggiati possono alterare le dinamiche di trasmissione delle malattie. Questi effetti a cascata spiegano perché la preparazione agli incendi richieda un’azione coordinata tra i settori della salute animale, della sanità pubblica, dell’ambiente e della gestione delle emergenze.
I Servizi Veterinari occupano una posizione unica all’interno del ciclo di gestione del disastro. Prima che gli incendi si verifichino, si occupano di prevenzione, ad esempio attraverso la promozione di pratiche di pascolo e la pianificazione dell’uso del suolo, oltre alla preparazione e pianificazione dell’emergenza. Durante le emergenze, contribuiscono all’evacuazione degli animali, al trattamento veterinario d’urgenza, alle valutazioni del benessere animale e al coordinamento con i soccorritori. Nella fase di recupero, aiutano a ripristinare i servizi sanitari essenziali per gli animali, rafforzano la sorveglianza delle malattie, monitorano la salute di bestiame e fauna selvatica e sostengono la ripresa dei mezzi di sussistenza rurali e degli ecosistemi colpiti.
Nonostante il loro contributo cruciale, i Servizi Veterinari restano ancora insufficientemente integrati nei sistemi nazionali di gestione dei disastri e delle emergenze in molti Paesi. Secondo la Woah, rafforzarne il coinvolgimento prima, durante e dopo le emergenze contribuirebbe a garantire che la salute e il benessere animale vengano sistematicamente considerati come parte della riduzione del rischio di disastri e della relativa risposta.
Ciò accade già in Australia, dove i veterinari sono integrati nella gestione delle emergenze animali attraverso attività di preparazione, risposta e pianificazione del recupero, lavorando a fianco delle autorità di emergenza per sostenere il benessere animale, la protezione del bestiame e la resilienza delle comunità durante gli incendi boschivi e altri disastri naturali. Oppure in Brasile, dove i professionisti veterinari hanno svolto un ruolo centrale nel salvataggio della fauna selvatica, nel trattamento d’urgenza e nella riabilitazione durante gli incendi del Pantanal.
La Woah offre una solida base per questo lavoro attraverso le proprie Linee Guida sulla Gestione dei Disastri e la Riduzione del Rischio in relazione alla salute e al benessere animale e alla sanità pubblica veterinaria, gli standard internazionali pertinenti in materia di salute e benessere animale, e l’impegno verso l’approccio One Health. L’Organizzazione sostiene i propri Membri attraverso attività di formazione nella gestione delle emergenze, secondo un approccio all-hazards. Sulla base di questo impegno, incoraggia gli Stati a integrare salute e benessere animale, inclusa la fauna selvatica, nei piani nazionali di preparazione, risposta e recupero dagli incendi boschivi; a rafforzare la collaborazione tra Servizi Veterinari, autorità di gestione delle emergenze, agenzie ambientali e autorità faunistiche; a investire in Servizi Veterinari e sistemi sanitari animali resilienti; ad adottare un approccio che coinvolga l’intera società nella prevenzione e nella gestione resiliente del territorio; e a promuovere misure di preparazione che proteggano animali domestici, bestiame e fauna selvatica sostenendo al contempo comunità resilienti.
TAG: CAMBIAMENTO CLIMATICO, INCENDIO, SALUTE ANIMALE, SERVIZI VETERINARI, WOAHSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito veterinario, iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
27/08/2026
Secondo i dati ISS aggiornati al 19 agosto, sono 15 i decessi per West Nile in Italia dall’inizio dell’anno, con oltre 300 casi confermati. Il bollettino settimanale Ecdc conferma 625 casi...
A cura di Redazione Vet33
27/08/2026
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 188 del 14 agosto 2026 il decreto MUR n. 987 del 31 luglio 2026, che ripartisce tra tredici Atenei le 172 borse di specializzazione veterinaria per...
A cura di Redazione Vet33
27/08/2026
Alcuni casi di bluetongue osservati in Sardegna nel 2025 non corrispondevano ad alcun sierotipo noto. Il sequenziamento genomico condotto dall'IZS dell'Abruzzo e del Molise ha rivelato la presenza...
A cura di Redazione Vet33
27/08/2026
I veterinari della ASL di Sassari e i cani molecolari dell'associazione Progetto Serena Onlus hanno sequestrato al porto di Porto Torres una coscia di cinghiale proveniente dal Piemonte, regione...
A cura di Redazione Vet33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)
Registrazione Tribunale di Milano n° 5578/2022 del 5/05/2022