Arbovirosi
27 Agosto 2026Secondo i dati ISS aggiornati al 19 agosto, sono 15 i decessi per West Nile in Italia dall’inizio dell’anno, con oltre 300 casi confermati. Il bollettino settimanale Ecdc conferma 625 casi complessivi in Europa, oltre a focolai attivi di dengue e chikungunya in Francia

La diffusione del virus West Nile (WNV) in Italia sta registrando una significativa accelerazione, con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che segnala, nei dati aggiornati al 19 agosto, oltre 300 casi confermati di infezione nell’uomo dall’inizio dell’anno. Di questi, 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, 115 come febbre e 40 sono stati identificati in donatori di sangue asintomatici. Il bilancio dei decessi è salito a 15 casi totali, dopo la perdita di due pazienti in soli tre giorni, tra le province di Pavia e Napoli.
Il virus, trasmesso all’uomo tramite la puntura di zanzare infette, principalmente del genere Culex, circola stabilmente in 16 Regioni italiane e interessa 60 province. Secondo l’Iss, la letalità delle forme neuro-invasive si attesta al 7,7%, un dato inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025, quando si registrava un tasso del 13,9%. Nonostante questa riduzione, l’ampia diffusione territoriale richiede il massimo rigore nella sorveglianza.
La sorveglianza entomologica è fondamentale per catturare i vettori sul territorio, mapparne la densità e identificare precocemente il pool virale, così come la diagnostica molecolare avanzata tramite RT-PCR è indispensabile per confermare i casi clinici e garantire la sicurezza biologica delle sacche ematiche nei centri trasfusionali. Non devono mancare le norme di prevenzione domestica per limitare i focolai larvali, come l’uso di repellenti cutanei e l’eliminazione sistematica dei ristagni d’acqua nei sottovasi.
Secondo il bollettino settimanale dell’Ecdc, aggiornato al 21 agosto, dall’inizio della stagione di trasmissione 2026 sono state identificate 99 aree interessate dalla circolazione del virus West Nile in 12 Paesi europei: Italia (46 aree), Grecia (17), Romania (14), Francia (8), Macedonia del Nord (3), Serbia (3), Spagna (3), Albania (1), Austria (1), Germania (1), Kosovo (1) e Paesi Bassi (1). Solo nell’ultima settimana, 21 aree risultano interessate per la prima volta in questa stagione.
Il dato aggregato sui casi umani conferma l’Italia come Paese più colpito: dei 625 casi complessivi segnalati nei 12 Paesi, 311 sono italiani, seguiti da Grecia (157, di cui 7 con luogo di infezione non noto), Spagna (63), Macedonia del Nord (37), Romania (28), Francia (17), Serbia (6), Paesi Bassi (2), Albania, Austria, Germania e Kosovo (1 caso ciascuno).
Il monitoraggio settimanale dell’Ecdc supporta le autorità competenti per le sostanze di origine umana (SoHO), in particolare sangue ed emocomponenti, nelle decisioni relative al differimento o ai test sui donatori potenzialmente esposti al virus, in conformità alle Direttive 2004/33/CE e 2014/110/UE. Il documento si basa esclusivamente sui dati di infezione umana riportati alla piattaforma EpiPulse Cases e non include dati di sorveglianza animale, che sono invece oggetto del report mensile congiunto pubblicato da Ecdc ed Efsa insieme ai dati sui focolai in equidi e uccelli.
Per quanto riguarda la chikungunya, il bollettino Ecdc relativo alla settimana 34 segnala che, dall’inizio del 2026 e fino al 19 agosto, la Francia è l’unico Paese europeo ad aver segnalato casi di trasmissione locale, con 25 casi complessivi. Sono attualmente attivi due cluster su tre complessivamente identificati: il più esteso si trova a Prignac-et-Marcamps, nel dipartimento della Gironda, con 16 casi, di cui 10 di recente segnalazione. Le condizioni ambientali nella Gironda risultano attualmente favorevoli all’attività delle zanzare e alla replicazione del virus, e l’Ecdc non esclude ulteriori casi nelle prossime settimane.
Anche per la dengue, la Francia risulta l’unico Paese con casi di trasmissione locale segnalati nel 2026, con 4 casi complessivi al 19 agosto. Due cluster, nei dipartimenti della Dordogna e del Tarn, sono stati notificati nel corso della settimana ma risultano ora chiusi, con data di insorgenza riferita a una fase precedente della stagione. Resta invece attivo un cluster a Sète, nel dipartimento dell’Hérault, dove è stato segnalato un nuovo caso e dove le condizioni ambientali restano favorevoli alla trasmissione.
TAG: CHIKUNGUNYA, DENGUE, ECDC, EPIDEMIOSORVEGLIANZA, FRANCIA, ISS, ITALIA, VIRUS WEST NILESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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