Influenza aviaria
04 Agosto 2026L'Australia ha registrato il primo episodio di mortalità di massa da H5N1 nella fauna selvatica: circa 50 sterne crestate morte al largo di Adelaide. La ministra Julie Collins avverte che la diffusione nella fauna selvatica è ormai difficile da contenere, pur in assenza di casi negli allevamenti.

L’Australia ha lanciato un nuovo allarme sul rischio di diffusione più ampia dell’H5N1, dopo il primo episodio di mortalità di massa registrato tra gli uccelli selvatici. Circa 50 sterne crestate sono morte al largo della costa a sud di Adelaide. Al momento non risultano evidenze del virus negli allevamenti del Paese, molti dei quali hanno adottato misure di isolamento per proteggere il pollame da quando il virus è stato rilevato per la prima volta a giugno.
La ministra per l’Agricoltura, Julie Collins, ha confermato che i test hanno rilevato il virus H5N1 in un gruppo di 49 sterne morte e 35 malate, individuate tramite sorvolo in elicottero su alcuni scogli al largo di Cape Jaffa, a 250 chilometri da Adelaide, lo scorso venerdì.
“Gli australiani devono aspettarsi di vedere una diffusione maggiore e numeri più ampi di fauna selvatica colpita”, ha dichiarato Collins ai giornalisti a Canberra. “Questo è il primo caso confermato di mortalità di massa. Una volta che l’H5N1 inizia a diffondersi nella fauna selvatica e nell’ambiente naturale, non è possibile evitare perdite significative, ed è proprio quello che stiamo iniziando a vedere ora”.
Il bilancio complessivo in Australia sale a 74 casi confermati, distribuiti su un’area che comprende gli Stati dell’Australia Occidentale e del Queensland, sebbene la maggior parte dei casi si concentri nell’Australia Meridionale, ha precisato Collins.
Australia e Nuova Zelanda, quest’ultima colpita dal primo caso di H5N1 il mese scorso, si sono preparate per anni all’arrivo del virus, con misure che includono un rafforzamento della biosicurezza negli allevamenti, il monitoraggio degli uccelli costieri, la vaccinazione delle specie più vulnerabili e la simulazione di piani di risposta all’emergenza.
Negli ultimi anni il virus ha causato la morte di centinaia di milioni di uccelli e mammiferi, generando perdite per miliardi di dollari agli allevatori di pollame, infettando bovini negli Stati Uniti e disseminando le spiagge di carcasse di uccelli e foche. L’H5N1 può infettare anche l’uomo in caso di contatto con animali infetti, ma il numero di casi a livello mondiale resta contenuto e, secondo le autorità sanitarie, il rischio per la popolazione umana rimane basso.
CITATI: JULIE COLLINSSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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