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27 Luglio 2026

Peste suina, cani molecolari nei porti di Olbia e Golfo Aranci

Nei porti di Olbia e Golfo Aranci prosegue il progetto “ASF Dog”: cani molecolari addestrati intercettano prodotti a base di carne suina per prevenire l’introduzione della peste suina africana in Sardegna, territorio riconosciuto indenne dalla malattia

di Redazione Vet33


Peste suina, cani molecolari nei porti di Olbia e Golfo Aranci

Nei porti di Olbia e Golfo Aranci è in corso un’attività di screening a campione per prevenire l’introduzione del virus della Peste suina africana (Psa), genotipo 2, in Sardegna. Il progetto, denominato “ASF Dog”, è realizzato dal Dipartimento di Prevenzione Area Veterinaria del Nord Sardegna e dal coordinamento regionale per l’eradicazione della malattia, con il supporto di cani molecolari appositamente addestrati per intercettare prodotti a base di carne suina o di cinghiale.

I numeri del monitoraggio nei due porti

Da aprile ai primi di luglio sono stati effettuati 260 controlli nel porto di Olbia e 126 in quello di Golfo Aranci. I cani molecolari hanno segnalato 97 prodotti di origine suina a Olbia e 81 a Golfo Aranci. Nel porto di Olbia, in nove casi i viaggiatori hanno consegnato spontaneamente prodotti non certificati, successivamente trasferiti ai laboratori per le analisi. Le segnalazioni non hanno comportato sanzioni o sequestri: l’attività è improntata all’educazione sanitaria e alla sensibilizzazione dei passeggeri sul tema della peste suina.

La storia dell’eradicazione del virus in Sardegna

La Sardegna ha ottenuto un risultato di rilievo: dopo quarant’anni di presenza del virus, le intense attività di monitoraggio condotte soprattutto nel quinquennio 2015-2020 hanno portato all’azzeramento della malattia. Due anni fa la Commissione Europea ha riconosciuto il territorio sardo indenne dalla peste suina africana. I Servizi Veterinari lavorano ora per consolidare questo risultato, evitando l’ingresso del virus attraverso carni di suino o cinghiale contaminate.

Come funziona il progetto ASF Dog

“Dobbiamo ricordare che il rischio di introduzione in Sardegna non è trascurabile, e pertanto bisogna mettere in campo tutte quelle azioni di prevenzione necessarie per ridurlo al minimo” ha sottolineato il coordinatore regionale dei Servizi Veterinari, Francesco Sgarangella. “Il progetto denominato ASF Dog, finanziato anche quest’anno dalla Regione Sardegna, prevede controlli a campione sui passeggeri in arrivo nei principali porti dell’Isola attraverso l’ausilio di binomi uomo-cane, appositamente addestrati per l’individuazione di prodotti a base di carne suina o di cinghiale”.

La responsabile scientifica del progetto, Bastianina Mossa, ha illustrato l’origine della metodologia: “Il progetto nasce da esperienze di altri Paesi nel mondo, come il Giappone. Vengono sfruttate le caratteristiche anatomiche e fisiologiche dei cani, che con il loro potente fiuto riescono a intercettare sostanze volatili emanate dai prodotti, anche trasformati, a base di carne di maiale o di cinghiale”.

La rete di soggetti coinvolti nel monitoraggio portuale

Nei porti operano i binomi uomo-cane dell’associazione Progetto Serena Onlus, insieme al personale veterinario e tecnico dei Servizi Veterinari della Asl Gallura, che verifica a campione la presenza di prodotti non tracciati nei mezzi che sbarcano dalle navi. L’attività ha per ora carattere di deterrenza e di cessione volontaria da parte dei passeggeri, in attesa di provvedimenti più rigorosi da parte delle autorità ministeriali e regionali.

Sgarangella ha ricordato l’importanza della collaborazione istituzionale, che coinvolge l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, la Guardia Costiera, la Polizia di Frontiera, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane, con contatti in corso anche con il Corpo Forestale e la Polizia locale di Olbia per ampliare ulteriormente la rete di controllo.

Il contesto epidemiologico europeo

Sgarangella ha poi ricordato che il virus sta circolando in modo significativo nel centro-nord Italia e nel centro Europa, inclusa la Spagna, definendola “una patologia difficile da contrastare per la quale non esistono vaccini e che determina gravi ripercussioni economiche” per il comparto suinicolo.

CITATI: BASTIANINA MOSSA, FRANCESCO SGARANGELLA
TAG: ASL GALLURA, CANI MOLECOLARI, GOLFO ARANCI, OLBIA, PESTE SUINA AFRICANA, PSA, SARDEGNA

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