Alert sanitari
04 Giugno 2026Al Question time al Senato il Ministro Schillaci illustra i risultati nella lotta alla Peste suina africana: da 31 focolai nel 2024 a 1 nel 2026. Per il caso di Cuneo: cani molecolari ENCI, chiusura varchi autostradali e depopolamento dei cinghiali con 1 milione di euro stanziato

I focolai di peste suina africana in Italia sono passati da 31 nel 2024 a 1 nel 2026. Lo ha dichiarato il Ministro della Salute Orazio Schillaci rispondendo al Question time al Senato sull’interrogazione relativa al contrasto alla Psa. Un risultato che Schillaci attribuisce ad “anni di lavoro coordinato, capillare e spesso silenzioso”. Sul caso del cinghiale positivo in provincia di Cuneo, il Ministro ha annunciato una strategia dedicata già operativa.
Per la provincia di Cuneo il Commissario straordinario ha attivato la collaborazione con l’ENCI per l’impiego di cani molecolari nella ricerca delle carcasse, strumento per individuare in anticipo la circolazione del virus nella fauna selvatica. Sono stati chiusi i varchi critici lungo l’autostrada Asti-Cuneo, uno dei principali corridoi di attraversamento dei cinghiali. Proseguono le attività di depopolamento del cinghiale selvatico, con 1 milione di euro già stanziato alle Regioni. La sorveglianza negli allevamenti è stata ulteriormente intensificata.
“La peste suina africana non è solo una questione veterinaria. È una questione di sovranità alimentare e di economia nazionale”, ha sottolineato Schillaci.
Il settore suinicolo italiano conta 8 milioni di capi allevati, quasi 23.000 allevamenti, un fatturato di 3 miliardi nella fase agricola e 8 miliardi in quella industriale. Il Ministero dell’Agricoltura ha stanziato nel 2025 complessivamente 25 milioni di euro a favore delle imprese suinicole che hanno subito danni indiretti. È stata inoltre richiesta alla Commissione europea l’attivazione delle misure eccezionali di sostegno al mercato previste per le emergenze da malattie animali.
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