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Influenza aviaria

20 Maggio 2026

H5N1, moria di gru cenerine in Europa: 18.000 morti nell’autunno 2025

Nell’autunno 2025 il genotipo EA-2024-DI.2.1 di H5N1 ha causato una moria di massa tra le gru cenerine della rotta migratoria occidentale europea: oltre 18.000 morti in Germania, circa 15.000-20.000 in Francia, 1.000-1.500 in Spagna. Lo studio del Friedrich-Loeffler-Institut

di Redazione Vet33


H5N1, moria di gru cenerine in Europa: 18.000 morti nell’autunno 2025

Nell’autunno 2025 il virus H5N1 ad alta patogenicità, genotipo EA-2024-DI.2.1, ha colpito per la prima volta in modo massiccio le gru cenerine della rotta migratoria occidentale europea, causando una moria stimata intorno al 10% dell’intera popolazione, che conta oltre 420.000 individui. Tra ottobre e dicembre 2025 più di 18.000 gru sono morte in Germania; la mortalità si è poi estesa in Francia e in Spagna, dove le vittime sono stimate rispettivamente tra le 15.000-20.000 e le 1.000-1.500. Lo studio, pubblicato su Emerging Infectious Diseases dal Friedrich-Loeffler-Institut, si inserisce nel quadro di espansione di H5N1 già documentato dagli studi sul seme bovino e sulla sorveglianza sierologica nei carnivori, e conferma come il nuovo genotipo DI.2.1 stia ridisegnando la geografia epizootica dell’aviaria in Europa.

Il nuovo genotipo e l’ingresso nella rotta occidentale

Le gru cenerine migrano lungo tre rotte europee – orientale, centrale e occidentale. Gli episodi di moria da HPAI H5 in questa specie erano già stati documentati sulle rotte orientale e centrale, ma la popolazione della rotta occidentale era rimasta immune fino all’ottobre 2025. I primi esemplari morti sono stati trovati al lago Galenbeck in Meclemburgo-Pomerania anteriore e confermati positivi per HPAI H5N1 poco dopo. Il ceppo identificato appartiene al genotipo EA-2024-DI.2.1, un sottolignaggio del genotipo EA-2024-DI.2 che aveva dominato l’epizoozia europea nel 2024 e nella prima metà del 2025. Da settembre 2025 virus simili a DI.2.1 sono stati rilevati quasi simultaneamente in più siti europei.

Il quadro anatomopatologico e virologico

Sei gru associate al focolaio iniziale sono state sottoposte a necroscopia. Le carcasse erano in buone condizioni nutrizionali e corporee. Le lesioni macroscopiche erano compatibili con un processo sistemico acuto: necrosi pancreatica, edema polmonare e occasionali emorragie epicardiche e proventricolari. L’immunoistochimica ha rilevato i carichi antigenici più elevati nel sistema nervoso centrale e nel pancreas, con carichi moderati in cuore, milza e reni. La distribuzione virale ampia con infiammazione e necrosi limitate suggerisce un decorso iperacuto e rapidamente progressivo, coerente con i segni neurologici osservati sul campo (movimenti incoordinati, assenza di comportamento di fuga). Cariche virali molto elevate sono state confermate su tamponi orofaringei e cloacali e su tessuti di polmone e cervello tramite RT-qPCR.

Il sequenziamento genomico di 9 gru e 25 campioni positivi da uccelli selvatici, oltre a 43 campioni da allevamenti, ha confermato il genotipo EA-2024-DI.2.1 in tutti i casi. L’analisi filogenetica mostra che le sequenze delle gru positive si raggruppano in un cluster monofiletico, frammiste a sequenze di pollame domestico e altre specie di uccelli selvatici, suggerendo una diffusione diretta all’interno dei branchi dopo un’introduzione primaria, sebbene i primi dati non consentano di escludere una disseminazione diffusa da un compartimento ospite non campionato.

La dinamica della diffusione lungo la rotta migratoria

Il comportamento gregario delle gru – che si radunano in grandi numeri presso i siti di sosta e alimentazione, e si raggruppano durante la notte in acque basse – ha probabilmente accelerato la trasmissione attraverso l’acqua superficiale contaminata. La mortalità in Germania ha raggiunto il picco e poi rallentato entro novembre 2025; con la prosecuzione della migrazione, il virus si è spostato in Francia e Spagna. Al lago di Der-Chantecoq, nel nord-est della Francia, sono stati registrati 4.000-5.000 gru morte durante ottobre e metà novembre, con una stima complessiva di 15.000-20.000 morti sull’intero territorio francese. In Spagna le vittime sono stimate tra 1.000 e 1.500, con circa 900 nei pressi della Laguna de Gallocanta.

Altre specie di Anseriformi presenti nelle stesse aree – oche, fischioni e germani reali – mostravano lo stesso genotipo DI.2.1 ma con mortalità bassa e sporadica, probabilmente per via di immunità parziale di popolazione o per caratteristiche intrinseche del genotipo attuale. Le gru della rotta occidentale, al contrario, sembravano completamente suscettibili, verosimilmente per assenza di precedente esposizione a HPAI H5.

Lacune conoscitive

Gli autori identificano diverse lacune critiche: l’origine del genotipo DI.2.1 non è stata chiarita; non sono disponibili campioni di siero pre-epidemia per confermare lo stato sieronegativo della popolazione; non è noto se la circolazione di H5N1 abbia influenzato il comportamento migratorio delle gru. Il monitoraggio attivo degli Anseriformi, identificati come possibili reservoir con infezioni lievi o asintomatiche, è indicato come priorità per tracciare le catene di trasmissione.

TAG: FRANCIA, FRIEDRICH LOEFFLER INSTITUTE, GERMANIA, GRU CENERINE, H5N1, INFLUENZA AVIARIA, SPAGNA, UCCELLI ACQUATICI, UCCELLI SELVATICI

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