Primati
28 Aprile 2026I macachi di Gibilterra che consumano più cibo fornito dai turisti mostrano una maggiore frequenza di geofagia, l’ingestione deliberata di terra, un comportamento che i ricercatori dell’Università di Cambridge propongono come risposta adattiva ai disturbi digestivi da dieta non naturale

Cioccolato, patatine, gelati e terra. È questa la dieta dei macachi di Gibilterra, i quali ricevono regolarmente snack ad alto contenuto di zuccheri, grassi e latticini dai turisti che visitano la Rocca. Uno studio pubblicato su Scientific Reports da Sylvain Lemoine dell’Università di Cambridge ha documentato per la prima volta un’associazione sistematica tra consumo di cibo umano e geofagia nelle bertucce. I gruppi con la maggiore esposizione al cibo dei turisti mostrano una frequenza significativamente più alta di ingestione di suolo. L’ipotesi dei ricercatori è che la terra, in particolare quella ricca di argilla, agisce come antiacido naturale, tamponando il pH gastrico, adsorbendo tossine e potenzialmente modulando la composizione del microbioma.
I ricercatori dell’Università di Cambridge hanno monitorato la popolazione di Bertucce (Macaca sylvanus) di Gibilterra tra agosto 2022 e aprile 2024. La popolazione, composta da circa 230 animali distribuiti in otto gruppi, è l’unica di primati in libertà in Europa. I macachi vivono in stretto contatto con i turisti che visitano la Rocca, nonostante le autorità locali gestiscano piattaforme di alimentazione controllata con frutta, verdura e semi.
Nello studio sono stati documentati 46 episodi di geofagia nell’intera popolazione. Il comportamento era significativamente più comune nei gruppi con la maggiore esposizione al cibo umano e raggiungeva il picco in estate, con l’aumento del flusso turistico. Un gruppo di macachi senza accesso a cibo umano non ha mostrato alcun episodio di geofagia.
“Ipotizziamo che il cibo umano, non adatto alla loro dieta naturale, causi disturbi gastrici e potenzialmente alterazioni del microbioma, i cui effetti negativi vengono tamponati dai componenti del suolo”, spiega Lemoine. Il paragone con la medicina umana è esplicito: la geofagia “probabilmente agisce come un antiacido”.
I meccanismi proposti includono l’allevio del pH gastrico, l’adsorbimento di tossine, l’effetto protettivo sulla mucosa gastrica e la potenziale modulazione della composizione del microbioma intestinale. I ricercatori sottolineano tuttavia che la terra non aiuta la digestione del junk food: “Aiuta probabilmente l’animale a sentirsi meglio durante una digestione difficile”.
Lo studio propone che questo comportamento sia appreso socialmente. Gruppi diversi mostrano preferenze per specifici tipi di suolo, e la maggior parte degli episodi di geofagia si verifica in presenza di altri macachi, offrendo agli individui più giovani l’opportunità di osservare e copiare il comportamento. È un esempio di come i primati possano adattarsi a cambiamenti ambientali attraverso meccanismi culturali analoghi a quelli umani.
La geofagia non è rara nei primati. È documentata in scimpanzé, lemuri e altre specie di macachi. La novità di questo studio è l’associazione sistematica con il consumo di cibo non naturale fornito dall’uomo.
I risultati hanno potenziali ricadute sulla gestione del comportamento turistico a Gibilterra. Lemoine nota che i dati potrebbero contribuire a scoraggiare l’alimentazione illegale degli animali, una pratica vietata ma diffusa. Esiste tuttavia il rischio opposto: che i turisti, incuriositi dal comportamento, cerchino di provocarlo deliberatamente.
“Non esiste un’associazione sistematica tra consumo immediato di junk food e successiva geofagia. Avviene in alcuni casi, ma generalmente non mangiano terra subito dopo aver ricevuto cibo umano”, precisa Lemoine.
CITATI: SYLVAIN LEMOINESe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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