Alert sanitari
21 Aprile 2026Un focolaio di Peste suina africana è stato confermato in un allevamento semibrado di circa 80 suini a Montechiaro d'Acqui, in provincia di Alessandria, già ricadente in Zona di restrizione II

La Peste suina africana (Psa) è entrata in un allevamento semibrado di circa 80 capi a Montechiaro d’Acqui, in provincia di Alessandria, un’area già classificata in Zona di restrizione II per circolazione virale accertata nel selvatico. Quattro suini sono stati trovati morti e la loro positività è stata confermata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino. L’allevamento appartiene a un circuito di filiera corta della razza “suino nero Cavour” con altri allevamenti distribuiti tra le province di Alessandria e Cuneo, tutti ora sottoposti a controlli per valutare l’eventuale connessione epidemiologica. L’Unità Centrale di Crisi (Ucc), riunita il 17 aprile, ha stabilito le misure operative.
La positività alla Psa è stata rilevata a seguito di segnalazione di aumento di mortalità nell’allevamento. La conferma in prima istanza sui 4 capi deceduti è stata effettuata dalla sede locale dell’Izs di Torino. Si è ancora in attesa della conferma definitiva da parte del Centro Referenza Nazionale Pesti Suine (Cerep), ma l’Ucc ha deciso di considerare il focolaio già confermato nelle more della conferma ufficiale, per avviare tempestivamente le operazioni di abbattimento e distruzione dell’intera mandria di circa 80 capi nella giornata del 17 aprile.
La decisione riflette la logica del contenimento precoce: in presenza di un allevamento già ricadente in Zona di restrizione II per circolazione virale nel selvatico, ogni ritardo operativo aumenta il rischio di diffusione.
L’allevamento infetto non è un caso isolato nel contesto produttivo locale. Rientra in un circuito di filiera corta della razza “suino nero Cavour”, con altri allevamenti localizzati tra le province di Alessandria e Cuneo. Su tutti questi stabilimenti sono già in corso i controlli per valutare l’eventuale connessione epidemiologica e stabilire se ricorrere all’abbattimento o alla macellazione programmata. L’indagine epidemiologica presterà particolare attenzione ai movimenti di mezzi e persone tra gli allevamenti della filiera.
L’Unità Centrale di Crisi, riunita il 17 aprile sotto la guida del Direttore Generale della Salute Animale Giovanni Filippini, ha stabilito le seguenti misure operative:
● Istituzione delle zone di protezione e sorveglianza con controlli anagrafici e sanitari
● Approfondimenti epidemiologici sulla filiera del suino nero Cavour
● Rintraccio delle movimentazioni in uscita dall’allevamento infetto – animali e prodotti
● Blocco delle movimentazioni dalle zone di restrizione, nel rispetto delle deroghe consentite
● Battute di ricerca attiva con cani nell’area adiacente il focolaio per la sorveglianza nel selvatico
Il passo istituzionale successivo è già pianificato. La prossima settimana, al Comitato permanente per le piante, gli animali, mangimi e alimenti della Commissione europea, verrà presentata al voto la proposta di istituzione di una zona di restrizione III ai sensi del Regolamento (Ue) 2023/594 per l’area interessata dal focolaio. La zona III è la classificazione più restrittiva prevista dalla normativa Ue per la Psa negli allevamenti, con implicazioni dirette sulle movimentazioni e sul commercio di animali e prodotti suini.
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