Animali da Compagnia
21 Aprile 2026In occasione della Giornata Mondiale della Veterinaria, Aisa-Federchimica pubblica i dati sulla prevenzione in Italia: su 65 milioni di pet solo il 21% è sottoposto a controlli regolari e meno del 50% è correttamente vaccinato, contro il 70% raccomandato dalle linee guida Wsava 2024-2025
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Nelle case italiane ci sono quasi 65 milioni di animali da compagnia, con i gatti che per la prima volta hanno superato per numero i cani. L’86% è stato portato dal veterinario almeno una volta nell’ultimo anno, ma solo il 21% è sottoposto a controlli regolari. E meno del 50% risulta correttamente vaccinato, ben al di sotto del 70% raccomandato dalle linee guida WSAVA 2024-2025. Sono questi i dati dell’Osservatorio Sanità UniSalute-Nomisma 2025, pubblicati da Aisa-Federchimica in occasione della Giornata Mondiale della Veterinaria. Il quadro che emerge è quello di un Paese che porta i propri animali dal veterinario in modo discontinuo, perdendo l’opportunità di intercettare precocemente problemi di salute evitabili e rinunciando a un risparmio sanitario stimato in circa 4 miliardi di euro l’anno.
Secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2025, l’Italia è tra i Paesi europei con la più alta presenza di animali da compagnia: quasi 65 milioni di pet, di cui oltre 20 milioni tra cani e gatti. Per la prima volta, i gatti superano numericamente i cani, un cambiamento strutturale che rende ancora più rilevante un approccio preventivo personalizzato e continuativo.
I dati dell’Osservatorio Sanità UniSalute-Nomisma 2025 fotografano però un gap significativo tra presenza veterinaria occasionale e prevenzione effettiva:
● 86% di cani e gatti portato dal veterinario almeno una volta nell’ultimo anno
● 21% sottoposto a controlli regolari
● meno del 50% correttamente vaccinato
La soglia raccomandata dalle linee guida WSAVA 2024-2025 per una copertura vaccinale efficace è del 70%
La prevenzione veterinaria non è solo una questione di benessere animale: è una leva di sanità pubblica con ricadute economiche misurabili. Una cura consapevole e continuativa degli animali da compagnia consentirebbe un risparmio sanitario stimato in circa 4 miliardi di euro l’anno, secondo i dati citati da AISA.
“La prevenzione veterinaria non riguarda solo il singolo animale, ma è parte integrante della salute pubblica. In un Paese con quasi 65 milioni di animali da compagnia, rafforzare il ruolo del medico veterinario significa investire in un sistema più sostenibile, capace di generare benefici sanitari, sociali ed economici per l’intera collettività”, dichiara Carlo Gazza, Vicepresidente di AISA.
Il veterinario non è solo il professionista a cui rivolgersi in caso di malattia: è il presidio territoriale in grado di definire piani di prevenzione su misura, dalla valutazione del rischio individuale alla pianificazione delle vaccinazioni, dalla profilassi antiparassitaria alla sorveglianza delle patologie croniche nei soggetti anziani.
“I dati ci restituiscono un paradosso: i proprietari portano i loro animali dal veterinario, ma la prevenzione nel tempo resta discontinua. Questo significa perdere l’opportunità di individuare precocemente problemi di salute evitabili”, commenta Marco Melosi, Presidente ANMVI. “La primavera è il momento giusto per impostare programmi personalizzati di prevenzione, basati su visite regolari e vaccinazioni adeguate allo stile di vita dell’animale”.
L’aumento delle attività all’aperto, la maggiore esposizione a parassiti e vettori, il contatto con altri animali: la stagione primaverile rappresenta tradizionalmente il momento in cui la prevenzione diventa più urgente e più efficace se pianificata in anticipo. È il motivo per cui AISA-Federchimica ha scelto di pubblicare questi dati – in occasione della Giornata Mondiale della Veterinaria del 26 aprile – per richiamare l’attenzione su un gap che riguarda la salute degli animali e, attraverso di essi, quella dell’intera collettività.
CITATI: CARLO GAZZA, MARCO MELOSISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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