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13 Aprile 2026

Influenza aviaria, primo caso umano H9N2 importato in Europa. Cosa dice la Who sul rischio per la popolazione

Il 21 marzo 2026 l’Italia ha notificato il primo caso umano importato di influenza aviaria A(H9N2) nella Regione europea: un uomo adulto rientrato dal Senegal, trattato con oseltamivir e farmaci antitubercolari, in condizioni stabili al 9 aprile

di Redazione Vet33


Influenza aviaria, primo caso umano H9N2 importato in Europa. Cosa dice la Who sul rischio per la popolazione

È il primo caso umano importato di influenza aviaria A(H9N2) mai notificato nella Regione europea. A segnalarlo all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who), il 21 marzo 2026, è stato il Focal Point nazionale italiano del Regolamento sanitario internazionale (IHR): un uomo adulto rientrato dal Senegal, dove aveva soggiornato per oltre sei mesi, ricoverato all’arrivo in Italia con febbre e tosse persistente. 

Il sequenziamento di nuova generazione ha confermato il sottotipo H9N2, con stretta similarità genetica ai ceppi circolanti nel pollame senegalese. Il paziente non ha riferito esposizione diretta ad animali, ambienti rurali o casi umani sintomatici. Al 9 aprile le sue condizioni erano stabili e in miglioramento; inoltre, tutti i contatti identificati e tracciati in Italia sono risultati negativi per influenza. La Who valuta il rischio attuale per la popolazione generale come basso, ma mantiene la sorveglianza attiva.

Il caso: rientro dal Senegal, infezione tubercolare e H9N2

Il paziente, un uomo adulto, era stato in Senegal per più di sei mesi. Rientrato in Italia a metà marzo, si è presentato al pronto soccorso con febbre e tosse persistente. Il 16 marzo è stato raccolto un campione di lavaggio broncoalveolare: il risultato ha evidenziato positività a Mycobacterium tuberculosis e la presenza di un virus influenzale A non subtipizzabile. Il paziente è stato isolato in camera a pressione negativa con precauzioni per via aerea e trattato con farmaci antitubercolari e oseltamivir.

Il 20 marzo un laboratorio di riferimento regionale ha identificato il sottotipo A(H9); il 21 marzo il sequenziamento di nuova generazione ha confermato influenza A(H9N2). Le analisi successive presso il Centro Nazionale Influenza italiano hanno confermato il sottotipo e rilevato una stretta similarità genetica con ceppi precedentemente identificati nel pollame in Senegal.

Al 9 aprile 2026 le condizioni del paziente erano stabili e in miglioramento.

Epidemiologia del caso: nessuna fonte di esposizione identificata

L’indagine epidemiologica non ha identificato esposizione diretta ad animali, fauna selvatica o ambienti rurali. Non è stato segnalato alcun contatto con casi umani sintomatici o confermati. Le indagini sulla fonte di esposizione sono ancora in corso.

I contatti identificati in Senegal erano asintomatici. Tutti i contatti tracciati in Italia hanno completato il periodo di monitoraggio attivo, sono risultati negativi ai test per l’influenza, hanno eseguito la quarantena prevista dalle linee guida nazionali e hanno ricevuto oseltamivir in via preventiva.

Il contesto virologico: H9N2 endemico nel pollame

L’influenza A(H9N2) circola endemicamente nel pollame in diversi Paesi africani e asiatici. La maggior parte dei casi umani documentati è stata segnalata dalla Cina e si è verificata a seguito di esposizione diretta ad animali infetti o ambienti contaminati. In Senegal, il virus è stato rilevato in campioni di pollame e ambienti di mercati di animali vivi; un caso umano era già stato notificato nel Paese nel 2020.

Questo è il primo caso umano importato di influenza aviaria A(H9N2) notificato nella Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le evidenze epidemiologiche e virologiche attualmente disponibili indicano che nessuno dei ceppi H9N2 caratterizzati finora ha acquisito la capacità di trasmissione sostenuta tra esseri umani. La probabilità di diffusione interumana sostenuta è quindi considerata bassa.

La risposta One Health

Una volta sospettata l’influenza aviaria, la gestione del caso si è rapidamente spostata dalla gestione ospedaliera alla conferma in laboratorio regionale e al coordinamento nazionale. Il sistema di sorveglianza regionale è stato attivato e integrato nel framework di notifica One Health per l’influenza aviaria.

Attraverso i canali IHR, sono stati informati il focal point nazionale del Senegal, la Who e l’Ecdc. Il caso illustra concretamente il funzionamento della sorveglianza integrata: dal sospetto clinico in pronto soccorso alla notifica internazionale in meno di una settimana. 

La valutazione del rischio e le raccomandazioni

La Who valuta il rischio per la popolazione generale posto dai virus A(H9N2) come basso sulla base delle informazioni attualmente disponibili. Il caso non modifica le raccomandazioni vigenti in materia di misure di salute pubblica e sorveglianza influenzale e la Who sconsiglia l’applicazione di restrizioni a viaggi o commercio.

Le raccomandazioni operative restano quelle standard per l’influenza aviaria:
● evitare il contatto con ambienti ad alto rischio come mercati di animali vivi;
● utilizzare protezione respiratoria per chi maneggia pollame vivo o morto in contesti professionali o rurali;
● mantenere una corretta igiene delle mani.

Ai sensi dell’art. 6 del Regolamento Sanitario Internazionale, tutti i casi umani causati da un nuovo sottotipo di virus influenzale A sono soggetti a notifica obbligatoria alla Who.

TAG: H9N2, INFLUENZA AVIARIA HPAI, ONE HEALTH, SENEGAL, WHO

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