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31 Marzo 2026

CoViNet, Italia entra nella rete Who sui coronavirus. Izs di Teramo tra i 6 laboratori di sanità animale

A marzo 2026 l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise è entrato in CoViNet, la rete mondiale per la sorveglianza dei coronavirus, che conta oggi 58 laboratori in 35 Paesi. È uno dei soli 6 laboratori dell’area della sanità animale: l’altro partner italiano è l’Istituto Spallanzani

di Redazione Vet33


CoViNet, Italia entra nella rete Who sui coronavirus. Izs di Teramo tra i 6 laboratori di sanità animale

Dei 58 laboratori che compongono oggi CoViNet, la rete internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) per la sorveglianza dei coronavirus, solo 6 appartengono all’area della sanità animale. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise da marzo 2026 è uno di questi. L’ingresso nella rete è avvenuto nell’ambito dell’espansione che ha portato CoViNet dagli iniziali 35 laboratori di 28 Paesi agli attuali 58 in 35 Paesi. L’Izs di Teramo porta con sé un profilo istituzionale di alto rilievo – 8 centri WOAH, 2 centri Ue, 4 centri FAO tra cui il Centro di Referenza per i Coronavirus Zoonotici – e rafforza la componente One Health di una rete nata sull’onda del Covid-19 e oggi proiettata su minacce più ampie, dal MERS-CoV all’identificazione di nuovi coronavirus a potenziale impatto sulla salute umana.

Cos’è CoViNet e come è nata la rete per i coronavirus

A gennaio 2020, nelle primissime settimane della pandemia da Covid-19, la Who ha costituito un Network di Laboratori di Riferimento per il SARS-CoV-2, con l’obiettivo di garantire test di conferma ai Paesi con capacità diagnostica limitata o assente. Una risposta emergenziale che, superata la fase acuta, si è trasformata in qualcosa di più strutturato.

Nel 2023 la Who ha ridisegnato quella rete, ampliandone portata e obiettivi: è nata così nasce CoViNet, la Rete per i Coronavirus con capacità epidemiologiche e di laboratorio potenziate. Il mandato si estende oltre il SARS-CoV-2 e include la sorveglianza del MERS-CoV, l’identificazione di nuovi coronavirus potenzialmente pericolosi per la salute umana, e competenze esplicite in salute animale e sorveglianza ambientale. L’approccio One Health non è un’aggiunta accessoria, ma un principio fondativo della rete.

L’Izs dell’Abruzzo e del Molise entra in CoViNet: i numeri del suo ingresso

CoViNet ha avviato la sua attività con 35 laboratori in 28 Paesi. Nel 2025 sono stati aggiunti altri 21 laboratori per estendere la copertura geografica. A marzo 2026 è arrivato l’Izs dell’Abruzzo e del Molise, portando il totale a 58 laboratori distribuiti in 35 Paesi, dagli Stati Uniti al Giappone, dal Sudafrica all’India.

Il dato che qualifica meglio l’ingresso italiano è questo: dei 58 laboratori della rete, solo 6 operano nell’area della sanità animale, tra cui ora l’Izs di Teramo. L’altro partner italiano è l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani, attivo sul versante della salute umana.

“Il Network CoViNet riunisce i più importanti Laboratori e Centri di ricerca mondiali che si occupano di salute umana, animale e di tutela ambientale”, ha dichiarato il Direttore Generale Nicola D’Alterio. “Farne parte conferma il ruolo di primo piano del nostro Istituto nello scacchiere della ricerca multidisciplinare a livello internazionale e rafforza la nostra posizione, direi anche credibilità, per quanto riguarda l’approccio One Health che rappresenta un principio fondamentale della missione di CoViNet”.

Il profilo istituzionale dell’Izs: 14 centri di riferimento internazionali

L’ingresso in CoViNet si inserisce in un quadro di riconoscimenti istituzionali già consolidato. L’Izs dell’Abruzzo e del Molise è sede di 8 centri e laboratori WOAH (Organizzazione Mondiale della Sanità Animale), 2 centri e laboratori dell’Unione Europea e 4 centri FAO, tra cui il Centro di Referenza per i Coronavirus Zoonotici. Alcuni laboratori della rete CoViNet, incluso quello italiano, svolgono anche il ruolo di laboratorio di riferimento per FAO e WOAH, rafforzando la collaborazione tra organizzazioni internazionali che condividono gli stessi obiettivi di sorveglianza globale.

MERS-CoV: una minaccia ancora attiva, con casi in Europa nel 2025

L’attenzione sui coronavirus non si esaurisce con il SARS-CoV-2. Il MERS-CoV, per esempio, continua a circolare: nel 2025 sono stati registrati 17 casi nella Penisola Arabica, di cui 4 fatali; a dicembre dello stesso anno, 2 casi sono stati segnalati in Francia in viaggiatori di rientro dalle aree endemiche: un promemoria concreto della capacità del virus di raggiungere l’Europa attraverso i movimenti internazionali.

La malattia è attualmente circoscritta geograficamente, ma il rischio di un’espansione fuori dall’area endemica giustifica una sorveglianza molecolare continua. Per questo CoViNet ha supportato, negli anni, l’acquisto e la distribuzione di kit RT-PCR per MERS-CoV in 11 Paesi ad alto rischio: Yemen, Libia, Pakistan, Somalia, Libano, Afghanistan, Marocco, Iran, Siria e Sudan, ovvero le aree dove è statisticamente più probabile che il virus emerga o muti.

CITATI: NICOLA D’ALTERIO
TAG: CORONAVIRUS, COVID-19, COVINET, FAO, ISTITUTO SPALLANZANI, IZS DELL’ABRUZZO E DEL MOLISE, IZS DI TERAMO, MERS-COV, WHO, WOAH

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