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05 Marzo 2026

Formiche e bruchi comunicano con ritmi vibroacustici, lo studio

Una ricerca dell’Università di Torino pubblicata su Annals of the New York Academy of Sciences rivela pattern ritmici complessi nella comunicazione tra insetti associati

di Redazione Vet33


Formiche e bruchi comunicano con ritmi vibroacustici, lo studio

Uno studio condotto dall’Università di Torino, dall’Università di Warwick e dall’Istituto di Ricerca Forestale in Polonia, pubblicato su Annals of the New York Academy of Sciences, ha dimostrato che alcune specie di bruchi e formiche utilizzano sofisticati segnali vibroacustici ritmicamente organizzati per comunicare, suggerendo che il ritmo non sia una prerogativa degli esseri umani o dei primati ma un elemento diffuso nella comunicazione animale.

La comunicazione tra formiche e bruchi

La ricerca ha analizzato i segnali vibroacustici prodotti da due specie di formiche e nove specie di bruchi di farfalla, con diversi livelli di mirmecofilia, cioè il grado di dipendenza ecologica dalle formiche.

Questi segnali consistono in minuscole vibrazioni che si propagano attraverso il suolo, le piante o le pareti del nido. Gli studiosi hanno esaminato parametri come la velocità delle vibrazioni, la durata degli intervalli di silenzio e la regolarità dei pattern temporali, individuando strutture ritmiche complesse utilizzate per la comunicazione tra le specie.

Oltre il mimetismo chimico: il ruolo del ritmo

Alcune specie di farfalle dipendono strettamente dalle formiche nelle prime fasi della loro vita. I bruchi vengono trasportati nei nidi, protetti dai predatori e nutriti, ricevendo un trattamento simile a quello riservato ai membri della colonia. In cambio, offrono secrezioni zuccherine o adottano strategie di mimetismo per integrarsi.

Finora il rapporto tra bruchi e formiche era spiegato soprattutto attraverso il mimetismo chimico, una strategia evolutiva in cui un organismo imita odori, feromoni o altri segnali chimici della specie ospite per integrarsi nel gruppo.

Il nuovo studio evidenzia invece un ulteriore livello di comunicazione. Alcuni bruchi producono segnali vibroacustici organizzati in pattern ritmici che possono attirare l’attenzione delle formiche e influenzarne il comportamento, favorendo l’accettazione all’interno della colonia.

Chiara De Gregorio, ricercatrice presso l’Università di Warwick, spiega: “Il ritmo è una parte fondamentale della vita umana: balliamo, battiamo le mani a tempo e percepiamo immediatamente quando qualcosa non è a ritmo. Finora, un’organizzazione ritmica complessa era stata osservata soprattutto nei primati. Scoprire che anche formiche e bruchi si affidano a segnali ritmici finemente regolati per comunicare è estremamente entusiasmante”.

Ritmi complessi nelle specie più mirmecofile

I risultati mostrano che i bruchi con il più alto grado di dipendenza dalle formiche producono segnali caratterizzati da una temporizzazione particolarmente regolare e da pattern ritmici complessi.

Tra le caratteristiche individuate figurano:
● isocronia, ovvero impulsi equidistanti che generano un battito regolare;
● ritmo binario, con alternanza sistematica di intervalli lunghi e brevi.
Queste proprietà ritmiche sono state osservate sia nelle formiche sia nei bruchi altamente mirmecofili, suggerendo un’evoluzione convergente dei segnali comunicativi nelle specie che condividono una stretta relazione ecologica.

Francesca Barbero, professoressa del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, sottolinea: “Nell’ambiente buio e affollato di un nido di formiche, dove vibrazioni e rumore costanti sono inevitabili, un ritmo preciso può aiutare i segnali a emergere e a essere riconosciuti rapidamente. Per i bruchi, ‘azzeccare’ il ritmo può essere vitale perché può determinare se le formiche offriranno cure e protezione oppure li ignoreranno completamente”.

Il ruolo del ritmo negli ambienti del formicaio

Secondo i ricercatori, un ritmo preciso potrebbe rappresentare un vantaggio comunicativo negli ambienti complessi dei formicai, caratterizzati da oscurità e da un elevato livello di rumore vibrazionale di fondo.

In questo contesto, segnali ritmici regolari potrebbero emergere più facilmente dal rumore ambientale, consentendo alle formiche di riconoscere rapidamente il messaggio trasmesso dal bruco.

Lo studio suggerisce che il ritmo possa rappresentare una proprietà fondamentale della comunicazione biologica, presente anche in organismi con sistemi nervosi relativamente semplici.

Le specie di bruchi meno associate alle formiche mostrano infatti segnali più irregolari e meno strutturati, indicando che la precisione ritmica potrebbe essere un adattamento evolutivo legato all’intensità delle interazioni tra specie.

CITATI: CHIARA DE GREGORIO, FRANCESCA BARBERO
TAG: BRUCHI, COMUNICAZIONE, FORMICHE, RITMI VIBROACUSTICI, UNIVERSITà DI TORINO

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