Animali selvatici
03 Marzo 2026Una ricerca pubblicata su PNAS e condotta in 44 siti dell’Italia centrale mostra che l’81% dei lupi reagisce con timore alle voci umane, indipendentemente dal livello di urbanizzazione

Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), coordinato dall’Istituto Konrad Lorenz per la Ricerca comparata sul comportamento (KLIVV) dell’Università di Vienna con l’Università degli Studi di Parma e l’Università degli Studi di Sassari, ha analizzato 185 lupi in 44 siti dell’Italia centrale, mostrando che l’81% degli esemplari manifesta una risposta di paura alle voci umane, a prescindere dal grado di urbanizzazione dell’habitat.
Lo studio sui lupi in Italia centrale
La ricerca, intitolata “Wolves respond differently to human cues as they expand into urban landscapes”, ha coinvolto 185 lupi selvatici identificati individualmente in aree comprese tra Toscana ed Emilia-Romagna, caratterizzate da diversi livelli di urbanizzazione. Gli animali sono stati monitorati con videotrappole in due siti di test per ciascuna località. Dopo un periodo di osservazione di base (un mese), i lupi sono stati esposti progressivamente a oggetti nuovi o modificati e a stimoli sonori attivati dal movimento, tra cui registrazioni di voci umane e vocalizzazioni di uccelli utilizzate come controllo.
La reazione alle voci umane: paura diffusa e costante
Le registrazioni di voci umane hanno indotto una risposta di paura nell’81% degli esemplari, indipendentemente dal contesto ambientale. Il dato suggerisce che, nonostante la crescente presenza della specie in aree antropizzate, l’essere umano continua a essere percepito come un segnale di rischio.
Secondo i ricercatori, la paura nei confronti dell’uomo rappresenta un elemento stabile del repertorio comportamentale del lupo, anche in scenari di progressiva espansione in paesaggi dominati dalle attività umane.
Urbanizzazione e risposta alla novità
L’analisi ha mostrato che i lupi provenienti da aree più urbanizzate manifestano inizialmente minore paura verso un oggetto nuovo rispetto agli individui di contesti più selvatici. Tuttavia, quando l’oggetto viene modificato, gli stessi esemplari risultano più cauti, suggerendo una maggiore attenzione ai cambiamenti ambientali.
“I lupi più urbanizzati sono una popolazione presumibilmente esposta a rischi più elevati, dove una maggiore attenzione ai dettagli potrebbe essere essenziale per la sopravvivenza dei soggetti”, spiega Sarah Marshall-Pescini, ricercatrice del KLIVV. “Nel complesso, i nostri risultati rivelano l’elevato potenziale dei lupi nell’affrontare gli ambienti urbani come scenari ricchi sia di rischi che di opportunità, grazie a un repertorio comportamentale sfaccettato, flessibile e complesso”.
Lo studio ha inoltre evidenziato che i lupi osservati in gruppo tendono a mostrare risposte di paura meno marcate rispetto agli individui solitari. La presenza del branco sembra attenuare la percezione del rischio e favorire comportamenti più esplorativi.
Implicazioni per la gestione e la convivenza uomo-lupo
I risultati forniscono elementi utili per la gestione della fauna selvatica e per le politiche di conservazione, in un contesto di crescente sovrapposizione tra aree frequentate dall’uomo e habitat del lupo. La ricerca suggerisce che la paura dell’uomo non sia scomparsa, ma si moduli in funzione dell’esperienza e del contesto ambientale.
Comprendere le dinamiche comportamentali della specie può contribuire a ridurre conflitti e a orientare strategie di gestione basate su evidenze scientifiche, in una fase in cui il dibattito sulla tutela e sullo status di protezione del lupo è oggetto di confronto istituzionale a livello nazionale ed europeo.
CITATI: MARTINA LAZZARONI, SARAH MARSHALL-PESCINISecondo Martina Lazzaroni, ricercatrice dell’Università di Parma e prima firma dello studio, i risultati evidenziano “la natura complessa e dipendente dal contesto della paura nei lupi e la sua variazione lungo il gradiente di urbanizzazione. Le conoscenze acquisite – spiega Lazzaroni – ci offrono una prospettiva completamente nuova sul futuro della coesistenza lupi-esseri umani. Allo stesso tempo, sottolineano anche la sfida di raggiungere una convivenza pacifica”.
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