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Animali da Compagnia

27 Febbraio 2026

Traffico illecito di animali da compagnia, in Commissione parlamentare l’allarme su salute pubblica e criminalità organizzata

La magistrata Diana Russo denuncia importazioni illegali di cuccioli dall’Est Europa, documenti sanitari falsi e carenza di coordinamento tra autorità. Invocati protocolli operativi e formazione degli operatori

di Redazione Vet33


Traffico illecito di animali da compagnia, in Commissione parlamentare l’allarme su salute pubblica e criminalità organizzata

Il traffico illecito di animali da compagnia rappresenta un fenomeno strutturato con profili di criminalità organizzata, un grave impatto sulla salute pubblica e rilevanti ricadute economiche. È quanto emerso dall’audizione della magistrata Diana Russo davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri reati ambientali e agroalimentari, che ha evidenziato criticità nei controlli, nella cooperazione interistituzionale e nella gestione degli animali sequestrati.

Un fenomeno criminale strutturato

Nel corso dell’audizione a Palazzo San Macuto, sono stati illustrati procedimenti giudiziari della Procura di Napoli Nord che hanno documentato l’importazione sistematica di cuccioli provenienti soprattutto dai Paesi dell’Est Europa. Gli animali, spesso sottratti prematuramente alle fattrici e privi di adeguate vaccinazioni, venivano trasportati in condizioni incompatibili con il benessere animale. In numerosi casi sono stati registrati decessi a pochi giorni dall’arrivo, prevalentemente per patologie gastrointestinali, con evidenti implicazioni di sanità pubblica e biosicurezza.

Le indagini hanno accertato l’uso di passaporti e certificazioni sanitarie falsificate, nonché l’alterazione dell’età dei cuccioli per eludere i controlli sui requisiti di movimentazione intra-Ue. Il quadro illecito si completa con truffe ai danni degli acquirenti finali ed evasione dell’IVA mediante società cartiere e frodi carosello. In uno dei procedimenti richiamati, è stata disposta la confisca di beni per oltre 6,2 milioni di euro, a conferma della dimensione economica del fenomeno.

Tra le principali criticità segnalate, la difficoltà di determinare con precisione l’età dei cuccioli, il mancato coordinamento tra autorità sanitarie e giudiziarie e la disomogeneità delle normative tra Stati membri dell’Unione. La complessità investigativa e la non priorità di tali reati espongono molti procedimenti al rischio di prescrizione, indebolendo l’efficacia repressiva e preventiva.

Protocolli operativi e gestione degli animali sequestrati

La magistrata ha auspicato l’introduzione di protocolli operativi condivisi tra procure, forze dell’ordine, servizi veterinari e autorità sanitarie, insieme a un rafforzamento della formazione degli operatori coinvolti. In quest’ottica, la riduzione della domanda – attraverso informazione e sensibilizzazione dei cittadini – viene indicata come leva strategica per il contrasto del traffico illecito.

Un ulteriore nodo riguarda la gestione degli animali sottoposti a sequestro. L’assenza di protocolli standardizzati e di una rete di strutture pubbliche o convenzionate dedicate complica l’accoglienza e le cure nella fase antecedente all’adozione. La mancanza di tariffe definite rende inoltre difficoltosa la corretta liquidazione delle strutture affidatarie, con ricadute operative e di sostenibilità del sistema.

CITATI: DIANA RUSSO
TAG: CRIMINALITà, CUCCIOLI, TRAFFICO ANIMALI DA COMPAGNIA

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