Influenza aviaria
03 Febbraio 2026Dopo il riscontro di anticorpi H5N1 in una mucca nei Paesi Bassi, la Commissione europea valuta il rischio come basso per la popolazione generale e basso-moderato per chi lavora a contatto con animali potenzialmente infetti.

Il rischio di infezione da virus dell’influenza aviaria H5N1 associato a bovini potenzialmente infetti è considerato basso per la popolazione generale e basso-moderato per gli operatori esposti professionalmente. È la valutazione diffusa dalla Commissione europea, dopo il recente riscontro di anticorpi contro H5N1 in una mucca nei Paesi Bassi.
Secondo quanto riferito dalla portavoce della Commissione per la Salute, Eva Hrncirova, il rilevamento di anticorpi in campioni di latte indica una pregressa infezione e si inserisce in un contesto di intensificazione dei campionamenti, avviati in risposta alla circolazione del virus negli uccelli selvatici e nel pollame. La trasmissione sporadica del virus ai bovini, viene precisato, non è inattesa alla luce dell’attuale diffusione dell’influenza aviaria in Europa.
La valutazione del rischio è condivisa dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che conferma un rischio contenuto per la popolazione generale e un livello più elevato per le persone esposte ad animali infetti o ad ambienti contaminati. La Commissione sottolinea inoltre che nell’Unione europea non sono state identificate infezioni umane da H5N1 e che non vi sono evidenze di trasmissione attraverso il consumo di alimenti.
La situazione è seguita congiuntamente dalla Commissione, dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare e dall’Ecdc, in coordinamento con gli Stati membri. Le istituzioni europee confermano che i sistemi di sorveglianza e preparazione saranno ulteriormente rafforzati, in linea con l’approccio One Health, per individuare precocemente eventuali segnali di rischio e adottare misure preventive rapide, se necessarie.
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