Professione
21 Gennaio 2026La Cassazione ha chiuso il caso dell’assalto all’Ospedale Veterinario Federico II di Napoli: pene fino a 2 anni e 6 mesi

Sono definitive le condanne per la brutale aggressione avvenuta nell’ottobre 2024 ai danni dei medici veterinari e degli operatori sanitari del Dipartimento di Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli. La Corte di Cassazione ha confermato le pene: 2 anni e 6 mesi di reclusione per uno degli imputati e 1 anno e 6 mesi per gli altri. L’episodio, scaturito dalla morte di un cane ricoverato nell’ospedale veterinario universitario, aveva suscitato forte indignazione pubblica e rilanciato il tema della sicurezza degli operatori sanitari, inclusi i veterinari.
La notizia è stata resa nota dalla trasmissione televisiva Mi Manda Rai Tre. Con la pronuncia della Suprema Corte, si chiude l’iter giudiziario che ha accertato le responsabilità degli aggressori, ponendo fine a un caso che aveva scosso il mondo accademico. Le condanne confermano la gravità dei fatti e l’intollerabilità di azioni violente contro chi esercita una professione sanitaria.
Secondo la ricostruzione dei fatti, dopo il decesso dell’animale ricoverato, i proprietari e alcuni loro familiari organizzarono una vera e propria spedizione punitiva contro i medici veterinari e gli operatori del Dipartimento, ritenuti responsabili della morte. L’assalto si tradusse in minacce e violenze che misero a rischio l’incolumità del personale.
All’epoca dei fatti, il deputato Francesco Emilio Borrelli denunciò l’accaduto, rilanciando i video dell’aggressione e chiedendo una risposta ferma delle istituzioni. La vicenda contribuì ad accendere il dibattito sulla tutela dei professionisti sanitari, spesso esposti a episodi di violenza.
“Giustizia è stata fatta. Questa condanna deve mandare un messaggio chiaro ed essere un monito, perché chi usa la violenza per esprimere le proprie ragioni non può vivere liberamente in una società civile”, ha dichiarato Borrelli. “La perdita di un animale può suscitare sentimenti forti, ma la violenza non è mai un modo per affrontare e risolvere i problemi. Chi adotta comportamenti aggressivi e intimidatori deve andare incontro a conseguenze certe, non solo per punire il gesto, ma anche per tutelare chi ogni giorno lavora con dedizione e professionalità al servizio della salute e del benessere degli animali” ha concluso.
La sentenza rappresenta un precedente importante sul piano simbolico e giuridico poiché ribadisce che anche i medici veterinari e gli operatori sanitari universitari hanno diritto a lavorare in sicurezza, senza subire intimidazioni o aggressioni. Un segnale che rafforza la richiesta, sempre più pressante, di misure efficaci contro la violenza nei confronti di tutte le professioni sanitarie.
CITATI: FRANCESCO EMILIO BORRELLISe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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