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Sostenibilità

19 Gennaio 2026

Pet food e ambiente, quanto pesa il cibo per cani sulle emissioni di CO₂

Uno studio delle università di Edimburgo ed Exeter ha analizzato quasi mille alimenti per cani venduti nel Regno Unito: le diete umide, crude e ricche di carne risultano le più impattanti sul clima, mentre crocchette e formulazioni con cereali mostrano un’impronta ambientale inferiore

di Redazione Vet33


Pet food e ambiente, quanto pesa il cibo per cani sulle emissioni di CO₂

Anche l’alimentazione degli animali domestici contribuisce alla crisi climatica. Secondo una nuova analisi condotta da ricercatori delle università di Edimburgo ed Exeter, la produzione del cibo per cani è responsabile di una quota significativa delle emissioni di gas serra, soprattutto quando le diete sono ricche di carne. Lo studio, che ha preso in esame quasi mille prodotti commerciali, evidenzia come alcune scelte nutrizionali considerate “premium” possano avere un impatto ambientale molto elevato, aprendo un dibattito sul ruolo del pet food nella sostenibilità dei sistemi alimentari.

Lo studio: quasi mille prodotti sotto esame

La ricerca è stata condotta da un team dell’Università di Edimburgo e dell’Università di Exeter, che ha analizzato 946 alimenti per cani disponibili tra supermercati e negozi specializzati nel Regno Unito. I ricercatori hanno considerato diverse tipologie di prodotto:
● alimenti secchi (crocchette);
● alimenti umidi;
● diete crude;
● prodotti grain-free;
● formulazioni a base vegetale.

Per ciascun alimento è stato calcolato l’impatto climatico legato alla produzione degli ingredienti, stimando le emissioni di gas serra associate alle diverse materie prime utilizzate.

Carne e diete “premium”: l’impronta più elevata

I risultati mostrano una correlazione tra maggior contenuto di carne e impatto ambientale più elevato. I prodotti umidi, crudi e ad alto tenore di carne sono quelli con l’impronta di carbonio più elevata, soprattutto quando utilizzano tagli di carne pregiata, gli stessi destinati all’alimentazione umana.
Secondo lo studio, alcune diete cosiddette premium possono generare fino a 65 volte più emissioni rispetto agli alimenti a basso impatto ambientale. Anche i prodotti grain-free si collocano tra quelli con un’impronta di carbonio superiore rispetto alle alternative che includono cereali.

Crocchette e formulazioni con cereali: un impatto più contenuto

Le crocchette tradizionali risultano mediamente meno inquinanti rispetto agli alimenti umidi o crudi. L’uso di cereali e di ingredienti meno pregiati dal punto di vista zootecnico contribuisce a ridurre le emissioni complessive legate alla produzione.
Secondo gli autori, questo non significa sacrificare la qualità nutrizionale, ma piuttosto ripensare le formulazioni in un’ottica di maggiore efficienza ambientale, mantenendo adeguati standard di salute e benessere animale.

Un contributo non trascurabile alle emissioni nazionali

Le stime dello studio indicano che la produzione degli ingredienti per il cibo dei cani è responsabile di circa l’1% delle emissioni totali di gas serra del Regno Unito. Un valore che, seppur apparentemente limitato, assume rilievo se rapportato al numero crescente di animali da compagnia e alla diffusione di diete ad alto impatto.
Gli studiosi avvertono che, se tutti i cani del mondo seguissero un regime alimentare simile a quello prevalente nel Regno Unito, le emissioni associate alla loro alimentazione potrebbero raggiungere livelli paragonabili a oltre la metà di quelle prodotte dall’aviazione commerciale globale.

La conclusione dei ricercatori è netta: anche nel settore del pet food esiste un margine concreto per ridurre l’impatto ambientale. La raccomandazione è quella di leggere con attenzione le etichette, valutare la composizione degli alimenti e privilegiare prodotti più sostenibili, senza compromettere l’equilibrio nutrizionale e la salute dei cani.

TAG: AMBIENTE, CANI, EMISSIONI, GAS SERRA, PETFOOD, REGNO UNITO

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