Alert sanitari
17 Dicembre 2025Abbattimenti obbligatori e vaccinazioni di massa accendono la protesta degli allevatori. Il governo francese difende la strategia, ma la tensione cresce nel Sud del Paese

L’epidemia di dermatite nodulare contagiosa (Lsd) che colpisce i bovini in Francia ha superato i confini della sanità animale ed è diventata un caso politico. Tra giugno e dicembre 2025 sono stati confermati oltre 110 focolai, concentrati soprattutto nel Sud del Paese, con misure drastiche di abbattimento e vaccinazione che hanno scatenato proteste diffuse da parte degli allevatori, tra manifestazioni e blocchi stradali.
Dal 29 giugno al 13 dicembre 2025 il Ministero dell’Agricoltura francese ha registrato 113 focolai di lsd. Le aree interessate vanno dalle regioni alpine della Savoia e dell’Alta Savoia fino ai Pirenei Orientali e all’Ariège. La strategia adottata dal Governo prevede il rilevamento precoce dei focolai, l’istituzione di zone regolamentate (, delle restrizioni alla movimentazione degli animali, nonché vaccinazioni di massa e abbattimenti obbligatori nei focolai.
Proprio gli abbattimenti rappresentano il punto più controverso della gestione dell’emergenza. Gli allevatori denunciano l’impatto economico e psicologico di una misura che comporta la soppressione di intere mandrie, anche in presenza di animali clinicamente sani.
Nel Sud-Ovest della Francia le tensioni si sono tradotte in manifestazioni, blocchi stradali e proteste davanti a prefetture e uffici pubblici. I sindacati agricoli si sono divisi: Confédération Paysanne e Coordination Rurale chiedono un maggiore ricorso alla vaccinazione preventiva e a misure che evitino abbattimenti indiscriminati di bestiame, mentre la FNSEA sostiene la linea del governo, ritenuta necessaria per contenere la diffusione del virus.
Il Ministro dell’Agricoltura Annie Genevard ha cercato di rassicurare il settore, definendo la situazione “sotto controllo” e annunciando il rafforzamento della campagna vaccinale, anche con visite sul territorio.
“C'è ansia perché tutti temono che il virus arrivi alla porta della sua fattoria. Ma no, la situazione è sotto controllo”, ha assicurato il Ministro.
Parallelamente, la Francia sta lavorando sul piano europeo per mantenere aperti i canali commerciali: dall’8 dicembre Italia e Svizzera hanno autorizzato l’ingresso di bovini vaccinati e sottoposti a controlli clinici e molecolari, mentre le trattative proseguono con altri partner.
La crisi mette in evidenza la difficoltà di bilanciare rigore sanitario, sostenibilità economica e accettabilità sociale delle misure di contenimento nelle grandi epidemie animali, in un contesto in cui la pressione degli allevatori rischia di condizionare le scelte politiche.
CITATI: ANNIE GENEVARDSe l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
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