Acquacoltura
13 Novembre 2025Dai dati API 2024 emerge la forza di un comparto in crescita: trote, orate e branzini trainano la produzione nazionale, mentre l’Italia consolida la leadership europea nella storionicoltura

Con oltre 51mila tonnellate di pesce allevato in sicurezza, l’Italia si conferma tra i principali attori europei e mondiali dell’acquacoltura. I dati produttivi 2024, elaborati dall’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e presentati durante l’assemblea generale a Verona, mostrano un comparto in salute, capace di generare un valore economico stimato di 300 milioni di euro e di affrontare le sfide ambientali e di mercato.
Le specie più allevate restano trota (28.700 tonnellate), orata (9.900) e spigola (5.100), cui si aggiungono 67 tonnellate di caviale, un risultato che consolida il primato europeo dell’Italia e la colloca al secondo posto mondiale dopo la Cina.
Durante l’assemblea, il presidente Matteo Leonardi ha ribadito l’impegno del settore verso un modello di crescita sostenibile e competitivo, grazie a un piano strategico triennale basato su quattro pilastri:
● rafforzamento dell’accesso al mercato nazionale e internazionale,
● investimenti in innovazione e biosicurezza,
● riduzione dell’impatto ambientale,
● semplificazione dei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione.
L’acquacoltura italiana si distingue per la diversificazione produttiva, con oltre 25 specie allevate in ambienti che spaziano dalle acque dolci alle lagune costiere fino al mare aperto. Un sistema integrato che contribuisce alla sicurezza alimentare e alla tutela degli ecosistemi, valorizzando al tempo stesso il ruolo dei medici veterinari nella gestione sanitaria e nel benessere dei pesci allevati.
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