Ricerca
29 Ottobre 2025Uno studio pubblicato su Science, con la partecipazione della Sapienza, rivela che la Culex pipiens form molestus si è adattata all’uomo migliaia di anni fa in una società agricola egiziana, smentendo la teoria della “zanzara della metropolitana di Londra”

La zanzara urbana in grado di trasmettere il virus del West Nile all’uomo ha origini molto più antiche di quanto si pensasse. Un nuovo studio pubblicato su Science e condotto da un consorzio internazionale di ricercatori guidato dall’Università di Princeton, con la partecipazione della Sapienza di Roma, ha dimostrato che la Culex pipiens form molestus si è evoluta tra 1.000 e 10.000 anni fa nell’Antico Egitto. L’adattamento precoce agli ambienti umani spiegherebbe la sua straordinaria capacità di colonizzare aree urbane moderne, comprese le metropolitane europee, dove è oggi una delle principali responsabili della diffusione del virus del West Nile.
Nel 2025 l’Italia ha registrato un aumento significativo di casi di virus trasmessi all’uomo da zanzare. In particolare, la zanzara Culex pipiens ha infettato oltre 700 persone, metà delle quali ha manifestato la forma neuroinvasiva più preoccupante, con 69 decessi.
Nel nostro Paese tale zanzara è presente in due forme differenti: la Culex pipiens form molestus, che punge prevalentemente gli esseri umani nelle ore serali e notturne, e la Culex pipiens form pipiens, che ha una predilezione per gli uccelli, fungendo da serbatoio naturale del virus.
La nuova ricerca ha smentito l’ipotesi secondo cui la prima, la Culex pipiens form molestus, si sarebbe evoluta a partire dalla form pipiens solo negli ultimi due secoli, in particolare nei sotterranei e nelle cantine dell’Europa settentrionale, tanto da ricevere il nome di “zanzara della metropolitana di Londra”. L’analisi del DNA di migliaia di esemplari ha rivelato invece che l’adattamento di molestus all’uomo e agli ambienti antropizzati risale a epoche molto più antiche, tra 1.000 e 10.000 anni fa, probabilmente a una società agricola egiziana.
“Oltre a rivedere uno dei ‘casi da manuale’ sull’evoluzione e l’adattamento urbano, la ricerca ha anche importanti implicazioni per la salute pubblica” ha commentato Alessandra della Torre, del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza e coautrice dello studio, aggiungendo che la scoperta fornisce nuove informazioni sulla variabilità genetica della zanzara, utili per comprendere meglio il suo ruolo nella trasmissione del virus del West Nile dagli uccelli all’uomo.
La nuova prospettiva evolutiva potrebbe aiutare a comprendere meglio i legami tra urbanizzazione, ibridazione e diffusione del virus, aprendo la strada a ricerche più approfondite.
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