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25 Luglio 2025

West Nile nelle zanzare. IzsVe: in Veneto circolazione moderata

Tasso di infezione all’1% nei pool di Culex pipiens. Confermati 4 casi umani, ma la sorveglianza resta alta: fondamentale proteggersi per prevenire le punture

di Redazione Vet33


West Nile nelle zanzare. IzsVe: in Veneto circolazione moderata

Il virus West Nile (Wnv) sta circolando in forma moderata nelle zanzare in Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Dalle prime analisi effettuate dal Laboratorio di entomologia sanitaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe), ad oggi risultano 12 pool di zanzare positivi su 1.233 analizzati (70.363 zanzare), di cui 10 con lineaggio WNV-2 e 2 WNV-1. Il tasso di infezione è dell’1%.

La situazione in Veneto: dati dell’IzsVe

Secondo i dati aggiornati dell’IzsVe, su oltre 70mila zanzare analizzate, 12 pool sono risultati positivi (1% di infezione). Tutti i campioni infetti appartengono alla specie Culex pipiens. Sono stati inoltre confermati 4 casi umani, tra cui una forma neuro-invasiva. Le autorità veterinarie e sanitarie ribadiscono l’importanza della prevenzione: repellenti, zanzariere, larvicidi e monitoraggio costante sono strumenti chiave per proteggere salute umana e animale, anche alla luce dell’approccio One Health adottato nella Regione
I siti positivi per West Nile sono 11, tutti localizzati in Veneto, su un totale di 86 trappole presenti fra Veneto (57) e Friuli-Venezia Giulia (29). Oltre a West Nile, è stata trovata 1 positività per Usutu Virus in Friuli-Venezia Giulia, nella zona di Trieste. 
Per quanto riguarda la sorveglianza veterinaria, sono risultati positivi 6 uccelli (3 gabbiani reali, 1 gallinella d’acqua, 1 piccione, 1 colombaccio).
I dati trovano riscontro anche sul versante dei contagi umani. Secondo l’ultimo bollettino sulle arbovirosi diffuso dalla Regione del Veneto, da inizio anno sono stati registrati 4 casi umani di West Nile (2 forme febbrili, 1 forma neuro-invasiva confermata e 1 donatore asintomatico confermato), avvenuti nella seconda settimana di luglio.

Numeri fortunatamente bassi ma che non devono far sottovalutare i rischi per la salute umana, come sottolinea la Direttrice Generale Antonia Ricci: “Anche se la circolazione del virus West Nile risulta inferiore rispetto agli anni precedenti e la situazione è attualmente nella norma, è essenziale mantenere alta l’attenzione sul monitoraggio delle zanzare. L’identificazione tempestiva del virus nelle zanzare consente l’attivazione rapida del sistema di controllo sanitario a tutti livelli e garantisce la sicurezza di trasfusioni e trapianti nell’uomo. Il sistema di sorveglianza integrata realizzato in Veneto che include zanzare, uccelli, equidi e uomo ci permette di toccare con mano l’approccio One Health.”

Per prevenire il rischio di punture è fondamentale proteggersi con repellenti cutanei, applicare zanzariere alle finestre, trattare i tombini privati con larvicidi, svuotare secchi e sottovasi.
Al momento la quantità di zanzare positive rinvenute non appare elevata, ma il clima particolarmente caldo per periodi molto prolungati potrebbe influire sull’andamento della circolazione del virus.

Secondo Fabrizio Montarsi, responsabile del Laboratorio di entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettori “possiamo attenderci un aumento del numero di positività nelle prossime settimane. Il clima più caldo favorisce l’allungamento del ciclo vitale degli insetti, il periodo di attività delle zanzare va da maggio fino a fine ottobre.”

Un secondo aspetto da considerare è l’andamento ciclico della West Nile. 

“Sappiamo che la West Nile registra dei picchi in media ogni 4-5 anni, come è stato nel 2018 e poi nel 2022” afferma Montarsi. “Il caldo è certamente un fattore da tenere in considerazione per comprendere questo fenomeno, ma non l’unico. Ad oggi non conosciamo con precisione le cause di questa periodicità, potrebbe dipendere da dinamiche ecologiche legate al clima, come anche da caratteristiche immunologiche delle specie serbatoio. Serviranno ulteriori studi scientifici per approfondire questi aspetti e migliorare la nostra capacità di risposta”.

Fra le altre malattie trasmesse da vettori nell’uomo, in Veneto sono stati segnalati anche 4 casi autoctoni di Toscana virus (trasmesso dai flebotomi, o pappataci) e 16 di encefalite da zecca, mentre per quelle di importazione dall’estero finora sono 16 i casi di Dengue, 6 di Chikungunya e 2 di Zika.

CITATI: ANTONIA RICCI, FABIO MONTARSI
TAG: CULEX PIPIENS, IZSVE, VIRUS USUTU, VIRUS WEST NILE, ZANZARE

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