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24 Luglio 2025

Lumpy Skin Disease, 33 focolai in Sardegna. Gemmato: vaccinazione attiva per contenere emergenza. Situazione sotto controllo

Il Ministero della Salute ha avviato la campagna vaccinale per immunizzare il patrimonio bovino sardo contro la dermatite nodulare contagiosa. Gemmato: “Misure proporzionate e coordinate a livello europeo”

di Redazione Vet33


Lumpy Skin Disease, 33 focolai in Sardegna. Gemmato: vaccinazione attiva per contenere emergenza. Situazione sotto controllo

Con 33 focolai attivi e una diffusione virale ritenuta ancora significativa, la Lumpy Skin Disease (Lsd) ha spinto il Ministero della Salute ad adottare una strategia d’intervento su larga scala in Sardegna. Il piano prevede l’istituzione di una Zona Ulteriore di Restrizione (Zur) su tutta l’isola e l’avvio di una campagna vaccinale straordinaria, con 300.000 dosi già richieste alla banca vaccini europea per immunizzare l’intero patrimonio bovino regionale. Le misure, validate dalla Commissione Ue, servono per contenere l’epidemia e salvaguardare la zootecnia locale, nel rispetto del regolamento europeo di sanità animale.

L’intervento di Gemmato sulla situazione

Il Sottosegretario Marcello Gemmato è intervenuto in commissione Affari Sociali alla Camera, rispondendo all’interrogazione dell’onorevole Silvio Lai sulla gestione della dermatite nodulare contagiosa in Sardegna. Durante il suo intervento Gemmato ha illustrato le misure adottate per contrastare la diffusione della Lsd, tra cui l’istituzione di una Zur su tutta l’isola, la richiesta di 300.000 dosi di vaccino e l’avvio di una campagna vaccinale per immunizzare l’intero patrimonio bovino. 
Il Sottosegretario ha chiarito fin da subito la gravità del fenomeno, una patologia virale trasmessa principalmente da insetti vettori che colpisce tutte le razze bovine, con un potenziale di diffusione “molto alto, rapido e incontrollabile”. E proprio per questo classificata dalla normativa europea tra le malattie di categoria A, quelle che richiedono un’immediata risposta di eradicazione.

Le misure adottate in Sardegna

Il 3 luglio è stata istituita una Zur ed estesa all’intero territorio della Sardegna. Una decisione, ha spiegato Gemmato, che non solo si basa solo sulle linee guida europee, ma che è supportata anche dai dati epidemiologici raccolti in loco. Secondo gli esperti del team europeo EUVET, infatti, la malattia sarebbe presente sull’isola almeno da aprile, ipotesi condivisa anche dal Centro di Referenza Nazionale. Di qui la necessità di intervenire con restrizioni su scala regionale, soprattutto a causa delle ampie movimentazioni di capi all’interno dell’isola e verso il resto del Paese.
Quanto alla vaccinazione, il Sottosegretario Gemmato ha definito la misura come “l’unico strumento in grado di ridurre l’impatto clinico della malattia, proteggere i capi non infetti e prevenire nuovi contagi”. Il Ministero della Salute, infatti, si è mosso subito chiedendo alla banca vaccini europea 300.000 dosi, sufficienti per immunizzare tutto il patrimonio bovino sardo. 
Il piano vaccinale, elaborato in sinergia con le autorità regionali, l’Osservatorio Epidemiologico Veterinario e il Centro di Referenza Nazionale, segue fedelmente il Regolamento Ue 2023/361. L’obiettivo è coprire almeno il 95% degli allevamenti e il 75% dei capi. Il piano si articolerà in due fasi: prima nelle zone soggette a restrizione (zona II), poi nel resto dell’isola (zona I), in modo da garantire una copertura uniforme e prevenire nuove infezioni.
Al momento, ha aggiunto Gemmato, non è possibile stabilire zone di peri-vaccinazione perché non si conosce ancora con esattezza l’estensione della circolazione virale. Solo una volta raggiunto un livello significativo di copertura vaccinale si potrà discutere con la Commissione europea della possibilità di modulare le restrizioni in vigore.
Il Sottosegretario, inoltre, ha ricordato che la gestione dell’emergenza è coordinata a livello nazionale dall’Unità di Crisi Centrale, già attivata e riunitasi in diverse occasioni tra fine giugno e inizio luglio, con l’obiettivo di garantire un raccordo efficace tra tutti i soggetti coinvolti e ridurre al minimo l’impatto economico sul settore zootecnico, anche attraverso ristori previsti dalla normativa vigente.
Infine, Gemmato ha voluto rispondere alle perplessità avanzate circa una presunta disparità di trattamento tra i focolai in Sardegna e quelli rilevati in Lombardia e Toscana. Se il focolaio di Mantova è stato chiuso in soli tre giorni grazie all’immediato abbattimento degli animali infetti, la situazione sarda è ben diversa (33 focolai ancora attivi). Le misure adottate, ha assicurato, sono state le stesse in tutti i casi, nel pieno rispetto del regolamento di sanità animale dell’Unione Europea.

“È dovere di tutti – ha concluso Gemmato – attuare le misure previste per tutelare la salute degli animali e garantire la competitività della filiera zootecnica italiana”.

CITATI: MARCELLO GEMMATO
TAG: FOCOLAI, LUMPY SKIN DISEASE, SARDEGNA

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