Alert sanitari
10 Luglio 2025L’Organizzazione mondiale della sanità pubblica le prime raccomandazioni cliniche unificate per la gestione dei casi sospetti e confermati di arbovirosi, in risposta a una minaccia globale in espansione

L’Organizzazione mondiale della sanità (Who) ha pubblicato per la prima volta linee guida cliniche globali per la gestione delle infezioni da arbovirus, tra cui dengue, chikungunya, Zika e febbre gialla. Il documento, rivolto a tutti i livelli del sistema sanitario, nasce per affrontare una minaccia sanitaria in crescita, con oltre 5,6 miliardi di persone a rischio a livello mondiale. Urbanizzazione, cambiamenti climatici e diffusione delle zanzare Aedes stanno accelerando l’espansione geografica dei focolai anche in aree temperate.
Secondo la Who, l’aumento della diffusione delle zanzare vettori (Aedes aegypti e Aedes albopictus), favorito dal riscaldamento globale e dalla mobilità internazionale, sta portando gli arbovirus in nuove aree del mondo, incluse quelle a clima temperato. La convivenza di più virus in una stessa area e la somiglianza dei sintomi rendono sempre più difficile la diagnosi clinica, specie nei contesti con accesso limitato ai test diagnostici. Questi virus rappresentano sempre più una minaccia per la salute pubblica, con oltre 5,6 miliardi di persone a rischio a livello globale.
Le linee guida forniscono criteri clinici aggiornati per la diagnosi e la gestione dei casi, adattabili a qualsiasi contesto sanitario, dalla medicina generale ai reparti ospedalieri. Le raccomandazioni includono:
● Criteri di identificazione dei segni di allarme e della gravità;
● Trattamento di supporto per i casi lievi, non complicati;
● Indicazioni per il ricovero e la gestione ospedaliera dei casi complicati;
● Protocolli pratici e adattabili a diversi livelli di cura, incluse strutture sanitarie comunitarie e unità di primo soccorso.
Particolare attenzione è posta alla formazione dei professionisti sanitari per migliorare il riconoscimento precoce dei casi e la corretta applicazione di protocolli terapeutici basati sulle migliori evidenze disponibili.
L’obiettivo dichiarato è ridurre la mortalità e prevenire l’evoluzione verso le forme gravi, armonizzando l’approccio clinico nei diversi Paesi, anche alla luce dell’incremento di focolai in nuove regioni.
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