Animali selvatici
30 Giugno 2025Aumentano i contatti tra uomo e lupo. Prevenzione, monitoraggio e gestione i pilastri del nuovo documento tecnico elaborato con Life Wild Wolf per supportare Regioni e Province Autonome nella gestione dei lupi che si avvicinano troppo alle aree urbane

Con la popolazione del lupo in espansione su gran parte del territorio italiano, crescono anche i casi di interazioni problematiche con l’uomo. Per affrontare questa sfida, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha elaborato un protocollo tecnico in collaborazione con il progetto Life Wild Wolf. Il documento, presentato a Regioni e Province Autonome, propone misure per prevenire l’insediamento dei lupi in aree urbane, gestire situazioni critiche con metodi non letali e stabilire soglie annuali di rimozione, garantendo la conservazione della specie.
L’Ispra, in collaborazione con il progetto Life Wild Wolf, ha elaborato un documento tecnico, presentato a Regioni e Province autonome in accordo i ministeri competenti che fornisce supporto agli enti locali nei percorsi decisionali.
Il protocollo ha l’obiettivo di prevenire le interazioni del lupo con l’uomo, evitando che individui o branchi di lupi si insedino in aree urbanizzate. Chiarisce la necessità che si rendano queste aree non attrattive per il lupo, e in generale per la fauna selvatica, ad esempio gestendo opportunamente i rifiuti o adottando idonei metodi di custodia degli animali da compagnia.
La normativa comunitaria impone agli Stati membri di mantenere le popolazioni della specie in uno stato di conservazione soddisfacente, assicurando che eventuali rimozioni non confliggano con tale obiettivo. In questo quadro, nell’incontro avvenuto con le Regioni e le Province autonome, l’Ispra ha proposto una soglia annuale massima di rimozioni, coerente con tale principio, adottando un approccio cautelativo.
Applicando un criterio cautelativo basato sull’indagine nazionale 2020-21, che stima circa 3.500 lupi in Italia, con una quota di ibridi del 12% nell’Italia peninsulare, Ispra ha proposto una soglia annua di rimozione del 3-5% della popolazione complessiva. Una soglia da ripartire tra le regioni in base alla superficie di presenza del lupo rilevata a livello nazionale.
In Molise, per esempio, l’area stimata di presenza del lupo è di 4.376 km2, pari al 3% rispetto all’area totale occupata dal lupo in Italia e, per quanto riguarda la soglia di sostenibilità, il numero massimo di individui prelevabili per anno (2025) è di 3-4 esemplari.
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