Alert sanitari
30 Giugno 2025In Sardegna, massima tempestività nella gestione dell’emergenza: previsti 10 milioni di euro per vaccini e sostegno agli allevatori

In Sardegna, una task force ministeriale e regionale è al lavoro per contenere la diffusione della Dermatite Nodulare Contagiosa dei bovini (Lumpy Skin Disease, Lsd). Ad oggi i focolai sono limitati e circoscritti, ma la Regione ha già attivato tutte le misure di biosicurezza e richiesto la disponibilità immediata del vaccino. Con una movimentazione di oltre 80.000 capi bovini, il blocco delle esportazioni potrebbe costare caro, ma sono stati stanziati 10 milioni di euro per garantire ristori e supporto agli allevatori.
“Al termine della sua visita nell’isola, la delegazione del Ministero della Salute insieme al gruppo di esperti del Team Euvet ha dato atto che l’Assessorato regionale alla Sanità ha affrontato la scoperta della Dermatite nodulare contagiosa bovina con la massima tempestività e correttezza: in una settimana è stato fatto il lavoro che normalmente si affronta in tre mesi, addirittura anticipando i riscontri ufficiali dei laboratori di Teramo”. Così ha commentato l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, alla fine dell’incontro che si è tenuto venerdì 27 giugno a Cagliari e che ha visto la partecipazione del gruppo di coordinamento tecnico allargato ministeriale ed europeo sulla gestione dell’emergenza malattia, insieme agli assessori della Sanità e dell’Agricoltura, Gian Franco Satta, e al personale del Servizio Veterinario Regionale e locale.
“La Regione ha messo in atto immediatamente tutte le precauzioni possibili, in stretto accordo con l’Unità di crisi ministeriale, al fine di garantire un monitoraggio continuo dell’evoluzione epidemiologica e attivare con prontezza tutte le misure di biosicurezza previste dai protocolli nazionali ed europei” ha aggiunto Bartolazzi.
Al momento la situazione dei contagi è molto contenuta, si limita a una trentina di casi senza episodi di mortalità anomale, distribuiti per ora in due focolai e con un terzo ancora da confermare.
Nel corso della riunione, è emerso che dalle analisi svolte sui capi esposti alla malattia si può ipotizzare l’arrivo del virus in Sardegna da circa tre mesi. Ciò fa presumere una scarsa diffusione della malattia, circoscritta alle zone già individuate.
“È fondamentale mantenere alta l’attenzione: le indagini epidemiologiche sono ancora in corso e poiché il tempo di incubazione della malattia può durare fino a 28 giorni, le prossime due settimane saranno cruciali per comprendere la dimensione del fenomeno e per decidere la conferma o la rimodulazione delle misure restrittive attualmente in corso”, dice ancora l’assessore, che anticipa le prossime mosse per la lotta alla malattia.
“Il vaccino esiste ed è già in commercio in ambito extra UE. Non appena il Ministero lo renderà disponibile partiremo immediatamente con le vaccinazioni”.
Intanto, per velocizzare al massimo i riscontri epidemiologici, la Regione ha già richiesto e ottenuto di poter effettuare le analisi sui campioni direttamente attraverso le strutture dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, senza doverli spedire ai laboratori di Teramo.
Al termine dell’incontro, è intervenuto l’assessore dell’Agricoltura, Satta, con un messaggio indirizzato agli allevatori: “Contiamo di avere in tempi brevi il preparato da somministrare e di fare una vaccinazione massiva per poi consentire ai servizi competenti di effettuare una vigilanza nei tempi determinati dai protocolli, così da creare i minori disagi possibili ai nostri allevatori”.
Satta ha affrontato la dimensione del problema in termini numerici: “La Sardegna movimenta in media 80.000 capi bovini, di cui oltre il 50% destinato alle esportazioni. Se il blocco permarrà per 30-60 giorni, dopo la vaccinazione il Ministero dell’Agricoltura e quello della Sanità hanno già garantito risorse e collaborazione per non lasciare sola la nostra isola. Come Regione Sardegna stiamo quantificando tra campagna di vaccinazione e fasi successive una spesa di circa 10 milioni di euro. È importante anche chiarire che gli altri comparti dell’allevamento – ovini, caprini, equini – non saranno oggetto di restrizione e che i prodotti lavorati lattiero-caseari potranno essere commercializzati anche in questo periodo”.
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