Acquacoltura
12 Giugno 2025È iniziato il progetto “Acquacoltura di precisione 4.0” dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. Tecnologia avanzata e sostenibilità per monitorare e proteggere la mitilicoltura locale, riducendo rischi e migliorando la qualità

Attraverso sonde intelligenti in grado di monitorare in tempo reale i parametri marini, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (Izsm) innova il mondo della mitilicoltura campana. È il progetto “Acquacoltura di precisione 4.0”, sostenuto dalla Regione Campania attraverso il Programma Operativo FEAMP 2014-2020, un’iniziativa per migliorare la gestione degli allevamenti di cozze e vongole, tutelando l’ambiente e potenziare la produzione locale.
Nel mare della Campania sono arrivate delle sonde intelligenti, capaci di salvare gli allevamenti dei mitili locali, in particolare cozze e vongole che crescono lungo le coste. Il progetto è stato realizzato dall’Izsm con il supporto della Regione Campania attraverso il Programma Operativo FEAMP 2014-2020. Il risultato sono le nuove sonde di ultimissima generazione, dotate di sensori in grado di monitorare tutti i parametri utili agli allevatori, ma anche al controllo ufficiale dell’Asl.
Il progetto “Acquacoltura di precisione” unisce tecnologia avanzata, sostenibilità ambientale e gestione intelligente delle risorse marine. L’iniziativa, portata avanti dalla U.O.S. Ittiopatologia dell’Izsm, diretta dal dottor Fabio Di Nocera, vede il costante impegno del dottor Gianluigi Paduano e di tutto lo staff tecnico-scientifico nell’applicazione di strumenti tecnologici per migliorare la gestione degli allevamenti ittici.
Il progetto si basa su un concetto ormai diffuso anche nell’agricoltura e nella zootecnia: l’utilizzo di grandi quantità di dati raccolti in tempo reale per prendere decisioni più precise, rapide ed efficaci. In questo caso, sonde multiparametriche installate nelle aree marine monitorano costantemente parametri chimico-fisici come temperatura, salinità, ossigeno disciolto e presenza di eventuali inquinanti, a diverse profondità. I dati vengono incrociati con le informazioni gestionali degli allevamenti (es. densità degli animali, operazioni di raccolta) per fornire agli operatori un quadro completo e aggiornato sulle condizioni dell’ambiente marino e sulla salute delle specie allevate.
Esterina De Carlo, direttore sanitario dell’Izsm, sottolinea il valore scientifico e pratico dell’iniziativa: “Quanto stiamo sperimentando, con il supporto della Regione Campania, avvalora un principio in cui abbiamo sempre creduto, ossia la scienza applicata che spesso sfocia anche nella formulazione e diffusione di strumenti tecnologici di uso quotidiano a sostegno dell’economia territoriale. È un classico esempio di ricerca a servizio delle imprese.”
Le sonde multi-parametriche riducono la mortalità delle cozze, ma il vero obiettivo del progetto non è solo migliorare la produttività: è creare un modello sostenibile e riproducibile, capace di essere adottato da altri allevamenti e settori agricoli della regione. Grazie all’uso dei GIS, infatti, è possibile tracciare mappe di rischio, anticipare eventi critici come fioriture algali o aumenti improvvisi di mortalità e attivare interventi tempestivi.
CITATI: ESTERINA DE CARLO, FABIO DI NOCERA, GIANLUIGI PADUANO“I primi risultati – aggiunge l’Izsm – confermano le aspettative: i dati raccolti stanno già aiutando gli allevatori a prendere decisioni più informate, ottimizzando la gestione quotidiana e migliorando la qualità del prodotto finale. Ma soprattutto, il progetto dimostra che è possibile conciliare crescita economica e tutela ambientale, un binomio sempre più cruciale per il futuro del settore ittico. Con questa iniziativa, la Campania si posiziona all’avanguardia in Italia nell’applicazione di tecnologie 4.0 al mare, aprendo la strada a nuove opportunità per il comparto agroalimentare regionale e ponendo le basi per un’acquacoltura davvero sostenibile”.
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