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10 Giugno 2025

Mpox a Terni. Caso confermato, monitoraggio sui due gatti domestici

Un giovane è stato ricoverato con sintomi da vaiolo delle scimmie, ma si trova in buone condizioni. Coinvolti nella sorveglianza il coinquilino e due gatti domestici. Per il momento la fonte del contagio è ignota

di Redazione Vet33


Mpox a Terni. Caso confermato, monitoraggio sui due gatti domestici

A Terni, un caso di Mpox – noto un tempo come vaiolo delle scimmie – solleva interrogativi sull’origine del contagio. Un giovane paziente, ricoverato presso il reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Santa Maria di Terni, secondo quanto riferito dall’Usl Umbria 2 presenta un decorso clinico favorevole, ma l’indagine epidemiologica non ha individuato un chiaro fattore di esposizione. Oltre al suo coinquilino, sono attualmente monitorati i due gatti domestici, in linea con i protocolli di sanità pubblica veterinaria, dato che alcuni animali possono essere vettori del virus. Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) conferma che Mpox resta un’emergenza sanitaria globale.
 

Un caso di Mpox a Terni

Non è stata ancora individuata la fonte di contagio nel caso di Mpox registrato a Terni. Dall’indagine epidemiologica, infatti, non risulta nessun particolare viaggio o contatto di tipo promiscuo con altre persone, e quindi non si è potuto evincere in maniera chiara e definitiva l’origine dell’infezione. Al momento, però, oltre alla persona che convive con il giovane, sotto osservazione ci sono anche i due gatti domestici, secondo quanto riferito da Nicola Castiglione, Direttore dell’Unità operativa complessa di Sanità pubblica veterinaria dell’Usl Umbria 2 che si occupa della sorveglianza.

Si cerca la fonte del contagio

Il giovane è ricoverato all’Ospedale di Terni, presso il reparto di Malattie infettive. La sorveglianza coinvolge anche “il soggetto che condivide l’appartamento con la persona che presenta i segni clinici di malattia e i due gatti domestici del paziente”, come riporta la Usl Umbra. 
Il virus, infatti, “viene veicolato anche da alcuni animali da compagnia, in modo particolare i roditori, quindi criceti, conigli nani. E anche i gatti possono sviluppare segni di malattia”. In questa fase, continua Castiglione, “verifichiamo con attenzione l’eventuale comparsa di sintomi nel coinquilino e negli animali da compagnia”, in linea con la procedura prevista: “la segnalazione al Ministero, l’inserimento nel Premal (sistema di segnalazione malattie infettive) e il caso è stato confermato dalla diagnosi di laboratorio con la sequenza di Dna”.

Chi può essere colpito

L’infezione da Mpox negli esseri umani può presentarsi nella fase iniziale con sintomi aspecifici, simili a una sindrome influenzale: febbre elevata, dolori muscolari e articolari, linfoadenopatie, quindi gonfiore dei linfonodi. Dopo alcuni giorni, compaiono soprattutto lesioni cutanee caratteristiche, che si localizzano prevalentemente in area genitale e anale, perianale, sul palmo delle mani, sulla pianta dei piedi, sulle braccia o sul dorso. Se il soggetto è sano, la patologia tende ad avere una remissione seppure lenta. A rischio, invece, sono i soggetti immunodepressi o con comorbidità. 
Il virus può colpire anche alcuni animali da compagnia, in particolare roditori ma, anche i gatti possono sviluppare manifestazioni cliniche compatibili con l’infezione.

CITATI: NICOLA CASTIGLIONE
TAG: GATTI, MPOX, TERNI, USL UMBRIA 2, VAIOLO DELLE SCIMMIE, WHO

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