Acquacoltura
11 Giugno 2025Il Ministero della Salute avvia il monitoraggio di orata e branzino in ambiente marino per prevenire e controllare il patogeno responsabile di gravi perdite nell’acquacoltura mediterranea

Dopo la grave epidemia del 2024 che ha colpito l’acquacoltura mediterranea, causando perdite superiori a 12 milioni di euro, il Ministero della Salute ha adottato un Piano nazionale di monitoraggio e sorveglianza per Lactococcus garvieae, agente patogeno responsabile di gravi danni a orata e branzino. Il piano, elaborato con il supporto scientifico dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IzsVe) e di altre istituzioni, punta a valutare l’epidemiologia, individuare criticità negli allevamenti e definire misure di prevenzione e controllo.
Lactococcus garvieae, precedentemente noto come Enterococcus seriolicida, è un importante agente patogeno responsabile di una grave malattia dei pesci, diffusa a livello globale e caratterizzata da rilevanti conseguenze economiche. Colpisce diverse specie ittiche, sia di acqua dolce che salata, e di recente è stato identificato anche come causa di infezioni in orata (Sparus aurata) e branzino (Dicentrarchus labrax). Nel 2024, infatti, ha provocato una delle più gravi epidemie nella storia dell’acquacoltura mediterranea.
Lactococcus garvieae nel 2024 ha colpito in particolare l’area del Mar Tirreno (Toscana), dove è concentrata una significativa presenza di allevamenti ittici, circa il 50 % della produzione nazionale di spigola e orata. Alla fine dell’anno si sono registrate perdite superiori alle 2.000 tonnellate, con un danno economico stimato in oltre 12 milioni di euro.
Alla luce della gravità del fenomeno, il Ministero della Salute ha attivato un sistema di coordinamento e monitoraggio attraverso l’adozione del Piano nazionale di monitoraggio e sorveglianza per Lactococcus garvieae in ambiente marino, redatto in collaborazione con il Centro di referenza nazionale (CRN) per le malattie dei pesci, molluschi e crostacei dell’IzsVe. Il piano è stato elaborato con il supporto scientifico e tecnico dell’Associazione Piscicoltori Italiani (API) e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana “M. Aleandri”, che ha avviato le attività di monitoraggio a livello regionale nell’aprile 2025.
Il piano di sorveglianza nazionale ha come obiettivi principali:
● valutare la situazione epidemiologica negli allevamenti di specie target (orata e spigola/branzino);
● individuare eventuali criticità negli stabilimenti delle diverse regioni coinvolte;
● raccogliere segnalazioni riguardanti la fauna selvatica marina, al fine di definire le più opportune misure di prevenzione e controllo.
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