Animali selvatici
06 Giugno 2025Riclassificato da specie “rigorosamente protetta” a “protetta”, il lupo torna al centro del dibattito su conservazione, conflitti con l’agricoltura e nuove strategie di gestione in Italia

Il Consiglio Europeo ha modificato lo status di protezione del lupo, passando da “rigorosamente protetto” a “protetto”. Questa decisione, già recepita dalla Convenzione di Berna, offre agli Stati membri maggiore flessibilità nella gestione del predatore, tra cui l’eventuale ricorso alla caccia selettiva in aree di conflitto. La Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (Fnovi) sollecita piani basati su dati scientifici per bilanciare la conservazione della specie con le esigenze di sostenibilità agricola e ambientale, promuovendo un modello One Health che tuteli uomini, animali e ambiente.
La riclassificazione del lupo, già in vigore nella Convenzione di Berna, è stata ora adottata dal Consiglio Europeo con la modifica della direttiva Habita. Spetta ora all’Italia stabilire come e dove applicare sul proprio territorio il declassamento del lupo da specie “rigorosamente” protetta” a specie solamente “protetta”. Infatti, la coesistenza con il lupo potrà essere riequilibrata con la caccia selettiva nei territori considerati hotspot di conflitto, sulla base di dati certi, ma non si potrà violare il nuovo principio costituzionale che tutela animali, biodiversità ed ecosistema.
Per la Fnovi, si tratta di un punto di svolta che richiederà un’attenta analisi e un aggiornamento delle strategie di gestione a livello nazionale. Il cambiamento dello status del lupo implica una maggiore flessibilità per gli Stati membri nell’adozione di misure di gestione che possano includere interventi mirati, sempre nel rispetto dei principi di conservazione.
Per Fnovi è essenziale adottare un approccio scientifico e basato su dati concreti per implementare le nuove disposizioni. Occorre quindi sviluppare e attuare piani di gestione che tengano conto delle specificità territoriali, garantendo la coesistenza tra lupi e attività antropiche, e minimizzando i conflitti.
Per far questo, i medici veterinari sono tra le figure più preparate, grazie alle loro competenze in campo faunistico, ecologico e di sanità pubblica.
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